lunedì 31 ottobre 2011

Imprese impossibili


 Come riuscire parlare con un operatore Tim?



Se tutto fila liscio, tramite il sito della Tim si risolve quasi tutto, ma Ahiahiahi! Se per caso avete necessità di parlare con un operatore sono guai seri , credo sia più facile scalare l'Everest.
Se volete provare , prendetevi  mezza giornata di tempo, chiamate il 119 , sentirete una vocina  che Vi farà  digitare tutti i numeri della tastiera  , sentirete tutte le opzioni immaginabili , ma il fatidico numero 0 , per parlare con l'operatore ... Neanche l'ombra.  Dov'è mai sarà finito? 
Ieri mattina  sono stato al telefono molte ore per tentare l'impossibile , con una mano tenevo il cellulare all'orecchio , con l'altra stringevo un ferro di cavallo, ho bevuto anche 6 litri di camomilla... Niente da fare! Mi sono arreso all'imbrunire. 
Ho passato una  notte insonne , piena di incubi , dove una vocina mi ripeteva con il crescendo del bolero di Ravel ... Premere il tasto 1, premere il tasto 3 , 5 , 8 , 1 , 6 , 7, 8 , 1, 5 , 6 , 4 . 
Ho rimediato solo due enormi borse sotto gli occhi , adatte quasi per fare la spesa. Ora Basta! Basta! Basta! Voglio ritornare ai vecchi tempi , e al vecchio telefono , quello dove le dita si incastravano dentro , ma dal quale contattare un operatore telefonico era possibile.
Signor Tim , cosa aspetta a restituirci il nostro operatore telefonico ? La concorrenza incalza , che cavolo fate? Volete perdere tutti i clienti?

sabato 29 ottobre 2011

Alluvione

 Un piccolo aiuto agli alluvionati della Liguria e delle Toscana. Inviamo subito un messaggio al 45500, grazie.


mercoledì 26 ottobre 2011

Avvoltoi sempre



Gallina vecchia fa buon brodo

Sembra incredibile , la panacea per tutti i mali sono sempre e solo le pensioni. Gira e rigira tornano sempre su quell'argomento. Vi immaginate una Persona di 67 anni con acciacchi vari recarsi al lavoro, magari con i figli a casa disoccupati ? Eh..eh.. ridicolo no?  Ma in Italia tutto è possibile.
Intanto l'agognata patrimoniale, invocata quasi da tutti e che risolverebbe sia  il problema di reperire danaro e sia come buon esempio di giustizia sociale ...  Neanche l'ombra! Di evasione fiscale se ne parla spesso, ma in realtà si fa sempre poco o nulla. Dare una sforbiciata seria ai privilegi della casta... " abbiamo già dato, dicono", ma i privilegi rimangono ancora scandalosi. Meno male che ci sono le pensioni , dove la fantasia dei Governi di turno si sbizzarrisce sempre puntualmente...  Naturalmente solo le nostre di pensioni.
Aggiungo, la vergogna delle vergogne rimane sempre questa… Leggete sotto  una cosina  che a suo tempo non è stata molto pubblicizzata, ma in questo frangente va divulgata come merita!



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In Italia pensioni d’oro per i deputati
Vanno in pensione a 3000 Euro al mese con solo 5 anni di contributi. E quando uno di loro propone di eliminare questo privilegio assurdo rispondono NO in 498 e SI  in 22,:  6 radicali  e quelli dell'Italia dei Valori.
Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato
Antonio Borghesi dell'IdV ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po' come è andata a finire.
Presenti 525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 498)

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Che ne dite? Tutti uniti e compatti, destra , sinistra e centro, solo in 22 hanno votato a favore per abolire questo assurdo e vergognoso privilegio. Meditate Gente, meditate.


martedì 25 ottobre 2011

La fabbrica del sorriso


Non sono d'accordo con la levata di scudi contro l'ironia non trattenuta della Merkel e Sarkozy nei confronti di berlusconi.
Certo , si poteva anche evitare , ma a volte diventa difficile trattenere il sorriso in certe situazioni.







Questo è il nostro presidente del consiglio nella foto ricordo di un vertice  Europeo ...  E allora ? Di che si lamentiamo ?
Gli Italiani con  spirito patriottico e attaccamento alla bandiera non devono sentirsi offesi per questi sorrisi ironici , non erano  rivolti all' Italia , ma ad una sola persona , che attualmente  in base agli ultimi sondaggi  non rappresenta più la maggioranza degli Italiani.
Noi Italiani , al massimo possiamo suscitare compassione , non certo ilarità.


lunedì 24 ottobre 2011

Marco Simoncelli


Addio indimenticabile Ragazzo e Campione

mercoledì 19 ottobre 2011

Favolosi anni 70


Un po' di musica alla come dico Io!



Questo magnifico brano dei Creedence Clearwater Revival si chiama " Proud Mary " è stato creato nel 1969 , ben 42 anni di età ! Ditemi se riuscite a stare fermi durante l'ascolto... A me risulta impossibile! Grandi ! Grandi ! Grandi ! Ascoltatelo con il volume a manetta e gli occhi chiusi, eh..eh..

martedì 18 ottobre 2011

Addio Andrea Zanzotto


Il grande Poeta Veneto ci ha lasciati

Con la scomparsa di Andrea Zanzotto perdiamo sicuramente  uno dei pilastri della poesia contemporanea. 
 Aveva appena compiuto novantanni , l'11 ottobre c.m.  Nel ricordarlo affettuosamente, pubblico l'intervista fatta da Marco Alfieri al Poeta per il quotidiano . " La Stampa " pochi giorni prima della sua morte. 



Cultura10/10/2011 - INTERVISTA

Andrea Zanzotto
"Che imbroglio la Padania"



Il più padano dei poeti italiani compie oggi 

novant'anni e non rinuncia all'indignazione: 

"I leghisti fabbricano spettri"

MARCO ALFIERI
INVIATO A PIEVE DI SOLIGO
Qui nell’alta marca trevigiana ci sono piccole zone incontaminate che resistono. Posti dimenticati come Refrontolo che hanno una felicità in sé e conservano un loro incanto. Ma ormai non si può più nemmeno pensarlo, il vecchio Veneto. In giro c’è una ferocia tale che si esprime in un impulso alla velocità, alla fretta…» dice il poeta Andrea Zanzotto. Oggi compie 90 anni e per l’occasione verrà presentato un libro celebrativo intitolato Nessun consuntivo con un saggio di Carlo Ossola, contenente una lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Da Pieve di Soligo, da quel mondo collinare che ha fatto da fondale ai quadri eterni di Giorgione, Tiziano e Tintoretto, poi devastato dall’industrializzazione selvaggia e dai capannoni del mitico Nord Est, il più cosmopolita dei nostri poeti continua a guardare alle cose del mondo e a tutti noi. Non senza rovelli e nuovi spettri. Zanzotto, a casa sua, è seduto al centro di un piccolo divano, coperto da un berretto rosso e un plaid marrone. Il suo viso è scavato dall’età e dagli acciacchi, ma gli occhi si muovono vispi. La testa mobile e curiosa, da indignato cronico.
 

È vero che segue da vicino la crisi finanziaria mondiale?
«Questa modernità cannibale mi ossessiona. La stoltezza che circola si palpa come un vento».
 
«In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato o se ingoio…», scrisse qualche tempo fa. Aveva forse previsto tutto?
«La mia cultura è soprattutto letteraria. Per questo mi trovo a inseguire delle realtà con il dubbio di non raggiungere nessuna e benché minima formulazione di un quadro attendibile. C’è qualcosa di azzardato e di friabile in questo nostro presente che sento di non poter controllare».
 
Se per questo anche gli economisti non hanno previsto nulla. Zanzotto lei è in buona compagnia…
«Questo è vero. In alcuni momenti credo di poter formulare qualcosa di abbastanza stabile. Forse è soltanto il potere della poesia a far sì che riesca a mantenere un contatto con il mondo nonostante il senso di disappartenenza in cui mi trovo costretto a vivere, anzi a sopravvivere. Ma poi mi accorgo che anche questa è un’illusione. Tutto è pressappoco e ci si trova con il fumo nelle mani…».
 
Lei parla di illusioni. Però le sue battaglie contro la cementificazione selvaggia che si sta mangiando mezza pianura del Piave, sono fatti molto concreti. Qui a Pieve di Soligo si ricordano tutti quella, vinta, a difesa del prato di via delle Mura. Doveva nascere un mega palazzetto, lei è riuscito a fermare le ruspe…
«La mia non è una battaglia antimoderna ma un fatto di identità e civiltà. La marcia di autodistruzione del nostro favoloso mondo veneto ricco di arte e di memorie è arrivata ad alterare la consistenza stessa della terra che ci sta sotto i piedi. I boschi, i cieli, la campagna sono stati la mia ispirazione poetica fin dall’infanzia. Ne ho sempre ricevuto una forza di bellezza e tranquillità. Ecco perché la distruzione del paesaggio è per me un lutto terribile. Bisogna indignarsi e fermare lo scempio che vede ogni area verde rimasta come un’area da edificare».

 
Un’altra battaglia che combatte da anni è quella contro l’imbroglio della cultura leghista…
«Mi ha fatto molto piacere sentire il Capo dello stato riaffermare l’unità d’Italia e liquidare certi giochi di parole che negli anni avevano creato un imbroglio. La Padania non esiste, il popolo padano neppure. Questa è una storia più che ventennale di equivoci e spettri. La riaffermazione di Napolitano potrà darci il senso di una tregua. E sono convinto che piano piano questo fantasma sparirà».

 
Eppure nei comuni qui attorno, in questi luoghi del quartiere del Piave sacro alla patria – Moriago e Nervesa della Battaglia, il Montello degli ossari dove correva la linea del fronte della Grande Guerra, l’isola dei morti dove il 26 ottobre 1918 gli arditi sfondarono le linee austriache - la Lega e la sua retorica anti italiana fanno il pieno di voti da anni, com’è possibile?
«Perché esiste una contraddizione molto forte tra la tradizione dell’Italia una e indivisibile e un paese reale diviso dal punto di vista economico. Questo dualismo lasciato marcire per anni ha confuso i piani producendo l’imbroglio di due paesi altri tra loro. Arrivando all’equivoco padanico».
Invece riaffermare nel corso del suo 150esimo anniversario l’unità d’Italia è stato come un urlo liberatorio. Come se Napolitano avesse gridato: “il re è nudo”, sgonfiando d'incanto la retorica secessionista.
«Il viaggio in Italia di Napolitano in occasione del 150˚ anniversario dell’unità ha come riscoperto un patriottismo sopito. In precedenza si era sottostimato quel che era il bisogno di proclamazione unitaria».
In effetti anche l’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, al dunque si rimette in testa il cappello da alpino e sventola il tricolore. Il sindaco di Verona Flavio Tosi pure. Continua però l’abuso del dialetto, strumentalizzato a fini politici dai dirigenti leghisti…
«La riaffermazione di Napolitano spero dipani anche questo grande equivoco identitario. Come ci ricorda Gian Luigi Beccaria nel suo splendido libretto
Mia lingua italiana , per prima è venuta la lingua. Non è stata una nazione a produrre una letteratura, ma una letteratura a prefigurare il desiderio e il progetto di una nazione italiana. A partire da Dante, Petrarca e Boccaccio. Naturalmente ci sono mancanze e ritardi in un processo forse non del tutto riuscito che ha portato all’Italia unita».In che senso?
«Storicamente le lingue erano frazionate, c’era una radicalità di dialetti, questo è vero. I mille sbarcati in Sicilia non si capivano, Cavour e la classe colta piemontese parlavano francese. Pittoreschi contrasti che però convergevano verso l’unità del paese, perché la lingua e la nostra tradizione letteraria ci hanno insegnato cosa significasse essere italiani e non soltanto fiorentini, lombardi, veneti, piemontesi o siciliani...». Una lezione che i novant’anni di Andrea Zanzotto, veneto di Pieve di Soligo, la vandea leghista, ricordano a tutti a futura memoria.
Fonte La Stampa

domenica 16 ottobre 2011

Manifestazione scippata



 Roma, 15 ottobre 2011



 I soliti teppisti criminali hanno nuovamente rovinato una bella è significativa manifestazione. Ho dato uno sguardo ai vari video della battaglia di Roma, si vedono chiaramente i pacifici manifestanti protestare contro i delinquenti incappucciati, addirittura collaborando con la polizia per arginare la violenza.
Questi teppisti idioti continuano a rovinare tutto, vorrei capire da chi sono organizzati. La violenza è un buon mezzo per delegittimare i movimenti progressisti che mirano ai cambiamenti.
In tutto il mondo ci sono state circa 80 manifestazioni contemporanee degli Indignati,tutte tranquille e pacifiche , solo sempre Noi, i primi della classe in negatività. Bisogna fermarli questi imbecilli , sono gli stessi che fanno casino negli stadi e qualsiasi altra manifestazione, sono dei delinquenti patentati che dovrebbero stare in galera a vita. Possibile che non siano già schedati con obbligo della firma in commissariato durante le manifestazioni ? Sono  solo poche centinaia di unità, perché  mai dobbiamo piegarci ai loro  metodi fascisti?  Isoliamo e buttiamo al macero i  burattinai con le loro marionette del terrore, ormai tutto è chiaro e lampante, sono  degli schifosi privi di valori e dignità al soldo del miglior offerente... La peggior feccia della società.

Se date uno sguardo ai vari video, si capisce benissimo, gli energumeni sono dei veri professionisti della guerriglia, si muovono con disinvoltura seguendo schemi ben precisi.
Queste sono guerriglie urbane studiate a tavolino da menti perverse ed esperte, che per l'ennesima volta  sono riuscite nel loro intento di rovinare la manifestazione e mettere a ferro e fuoco la Città di Roma. 
Un buon motivo per essere ancora di più INDIGNATI! 

Ora si assisterà al solito  teatrino per l'attribuzione della fazione di appartenenza...  Estrema sinistra?Estrema destra? Black bloc? No tav? No global? E quant'altro passa per la testa... Ma non non hanno ancora capito che riconoscendo la loro identità di appartenenza gli viene fatta  solo pubblicità, con il rischio che raccolgano altri adepti. 
Chi delinque è un delinquente e basta! 

venerdì 14 ottobre 2011

Tutti a nanna

Governo Berlusconi alla frutta? Anche il fedelissimo Bossi si annoia. 

venerdì 7 ottobre 2011

Legge bavaglio




Per dire  NO! a questa legge  firmate   QUI !
Forza Amici, dobbiamo arrivare a 750.000 firme, fate il passaparola
con i Vostri contatti.
Con pochi secondi del Vostro tempo avete l'opportunità di difendere la DEMOCRAZIA.

giovedì 6 ottobre 2011

Triste Evento

Ciao Steve, grazie.


lunedì 3 ottobre 2011

Una mia breve poesia


Tempo di vendemmia
Cullati dal tiepido sole,lunghi
filari ornati di grappoli neri,
ondeggiano al mutante umore
del vento , nel mare di verdi
colline che si donano a scarpe
di genti vocianti e festose per il
ricco raccolto da metter nei tini