http://www.newtrolls.it/page/home.html
domenica 7 febbraio 2010
New Trolls il ritorno
I miei Più sinceri auguri al Mitico Gruppo
Dopo 27 anni i New Trolls di nuovo insieme. La formazione originaria che nel 1967 dava vita al primo progressive rock italiano e che ha continuato ad esibirsi nel corso del tempo proponendo un repertorio unico nel panorama del rock internazionale, si è riunita ed annuncia per il 2010 una serie di progetti. Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Giorgio D'Adamo, accompagnati da Andrea Maddalone, Ricky Bolognesi e Francesco Bellia, suoneranno dal vivo nei principali teatri italiani in una serie di concerti firmati per regia e luci da Pepi Morgia, amico e prezioso collaboratore da sempre della band: il 30 gennaio c'è stato il debutto a Genova, città natale dei musicisti.
I quattro ragazzi che aprivano i concerti dei Rolling Stones al loro debutto in Italia sono ora pronti ad affrontare non solo nuovi palcoscenici ma anche la fatidica sala d'incisione: in primavera uscirà infatti un doppio album che comprenderà il live dei loro brani storici e un CD con pezzi inediti. Non mancheranno agli eventi gli appassionati, lo zoccolo duro del gruppo che solo sul sito dell'Official fan Club italiano conta oltre 12000 iscritti, un esempio di come il sound dei New Trolls, suggestivo, unico ed irripetibile resista a distanza di oltre quarant'anni. In primavera inoltre uscirà un doppio album che comprenderà il live dei loro brani storici e un CD con pezzi inediti.
Veramente ammirevole la tenacia della sfortunato Nico Di Palo, per colpa di un camionista ubriaco fu coinvolto in un pauroso incidente stradale..venne dato per morto,rimase in coma oltre un mese.
A seguito del grave trauma cranico conseguente all'incidente, Nico riporta un'emiparesi sinistra, perdendo quindi l'uso del braccio sinistro. Questo gli impedisce di tornare a suonare la chitarra, per cui, tornando ad esibirsi sceglierà di dirottarsi alle tastiere. Per fortuna la potente voce rimane inalterata. Considerate che Nico Negli anni settanta, dalla rivista Melody Maker, venne incluso tra i primi dieci migliori chitarristi al mondo. Detto anche "piccolo Hendrix italiano" per il modo di suonare (chitarra dietro la schiena o suonata con i denti, ecc...) tipico di Hendrix.
Di estrazione hard rock, genere musicale che ha sempre privilegiato, Nico Di Palo ha in seguito toccato vari generi grazie ad una tecnica chitarristica completa.
La sua particolare voce è dotata di una notevole estensione verso i toni alti. In una intervista il cantante ha detto che i medici la attribuiscono a una particolare conformazione delle corde vocali, più lunghe della norma. Nico..sei Grande! http://www.newtrolls.it/page/home.html
giovedì 4 febbraio 2010
l'unicorno
Bellissimo animale immaginario
L’unicorno è un animale mitico avente le sembianze di un cavallo, raffigurato spesso interamente bianco o con corpo bianco e testa rossa. I suoi occhi sono di un blu profondo e sulla fronte ha un corno, nero e dotato di anelli, chiamato Alicorno.
Il mito dell’unicorno affonda le sue origini in Oriente, in particolare in India ed in Cina, dove veniva raffigurato come una sorta di cervo con gli zoccoli e dove veniva venerato come un animale sacro (assieme a tartaruga, fenice e drago).
Dall’Oriente il mito dell’unicorno giunge nell’antica Grecia, tramite lo storico Ctesia. Nel VI secolo a.C., infatti, lo storico greco narrava, nel resoconto di uno dei suoi viaggi nel lontano Oriente, di aver visto un “asino simile ad un cavallo con ali ed un solo corno”. L’animale mitologico a cui si riferiva Ctesia era in effetti più precisamente un Pegaso, in quanto cavallo alato, e non un unicorno.
Ad ogni modo, nell’antica Grecia l’unicorno venne facilmente assimilato, nella fantasia popolare, ad un rinoceronte, per via della presenza di un corno solo sulla fronte. Ancora oggi in India c’è chi ritiene che il corno del rinoceronte abbia notevoli ed indiscussi poteri curativi.
Ma Ctesia non fu l’unico storico a riferire di aver visto un animale simile all’unicorno: il filosofo e naturalista Eliano, pochi secoli più tardi, (tra il II ed il III secolo), dichiarava in un suo scritto di aver visto in India un “animale simile al cavallo, ma con un solo corno in testa”.
L’unicorno risvegliò a tal punto l’interesse e la curiosità popolare che in epoca medievale vennero organizzate delle vere e proprie spedizioni per trovarlo e catturarlo.
Perfino W.Shakespeare, in epoca rinascimentale, si riferiva ad esso come ad un “animale incredibile” nel III atto de La Tempesta.
Il perché di tanta fama e di tanto interesse va ricercato nei poteri che gli venivano attribuiti. Si diceva che l’unicorno fosse un animale molto docile, incapace di fare del male e dotato di una particolare sensibilità che lo rendeva capace di evitare imminenti pericoli. Si diceva anche che fosse talmente prezioso che sulla terra se ne trovasse solo uno vivente per volta.
Il corno che aveva sulla fronte, l’Alicorno, era lungo circa 50 centimetri e si diceva fosse dotato di poteri magici. Si credeva, ad esempio, che se il corno veniva toccato da una persona gravemente malata, questa potesse guarire istantaneamente. E non solo: il corno aveva la capacità di proteggere dagli avvelenamenti (se polverizzato – solo dopo la morte naturale del mitico animale - e preparato in una specifica pozione); inoltre, bere in una coppa fatta di alicorno poteva proteggere da diverse patologie, come l’epilessia..
Ovviamente non era da tutti vederlo ed avvicinarlo: la leggenda vuole che l’Unicorno fosse un animale così puro che solo persone dall’animo puro e candido potessero cavalcarlo. E’ per questa ragione che spesso l’unicorno veniva raffigurato cavalcato da una vergine, da un Mago o da un Elfo.
In tempi recenti, l’unicorno è giunto, tramite un passaggio nell’interessante tradizione favolistica del nord Europa, al mondo del Fantasy, un mondo irreale che ogni giorno incuriosisce ed affascina tutti noi.Che sia sogno o realtà, ci piace chiudere gli occhi ed immaginare uno splendido esemplare di unicorno sfrecciare tra castelli, regni fatati, spazi e mondi diversi…
Mondi Nascosti, appunto. Il video che ho postato è stupendo!
L’unicorno è un animale mitico avente le sembianze di un cavallo, raffigurato spesso interamente bianco o con corpo bianco e testa rossa. I suoi occhi sono di un blu profondo e sulla fronte ha un corno, nero e dotato di anelli, chiamato Alicorno.
Il mito dell’unicorno affonda le sue origini in Oriente, in particolare in India ed in Cina, dove veniva raffigurato come una sorta di cervo con gli zoccoli e dove veniva venerato come un animale sacro (assieme a tartaruga, fenice e drago).
Dall’Oriente il mito dell’unicorno giunge nell’antica Grecia, tramite lo storico Ctesia. Nel VI secolo a.C., infatti, lo storico greco narrava, nel resoconto di uno dei suoi viaggi nel lontano Oriente, di aver visto un “asino simile ad un cavallo con ali ed un solo corno”. L’animale mitologico a cui si riferiva Ctesia era in effetti più precisamente un Pegaso, in quanto cavallo alato, e non un unicorno.
Ad ogni modo, nell’antica Grecia l’unicorno venne facilmente assimilato, nella fantasia popolare, ad un rinoceronte, per via della presenza di un corno solo sulla fronte. Ancora oggi in India c’è chi ritiene che il corno del rinoceronte abbia notevoli ed indiscussi poteri curativi.
Ma Ctesia non fu l’unico storico a riferire di aver visto un animale simile all’unicorno: il filosofo e naturalista Eliano, pochi secoli più tardi, (tra il II ed il III secolo), dichiarava in un suo scritto di aver visto in India un “animale simile al cavallo, ma con un solo corno in testa”.
L’unicorno risvegliò a tal punto l’interesse e la curiosità popolare che in epoca medievale vennero organizzate delle vere e proprie spedizioni per trovarlo e catturarlo.
Perfino W.Shakespeare, in epoca rinascimentale, si riferiva ad esso come ad un “animale incredibile” nel III atto de La Tempesta.
Il perché di tanta fama e di tanto interesse va ricercato nei poteri che gli venivano attribuiti. Si diceva che l’unicorno fosse un animale molto docile, incapace di fare del male e dotato di una particolare sensibilità che lo rendeva capace di evitare imminenti pericoli. Si diceva anche che fosse talmente prezioso che sulla terra se ne trovasse solo uno vivente per volta.
Il corno che aveva sulla fronte, l’Alicorno, era lungo circa 50 centimetri e si diceva fosse dotato di poteri magici. Si credeva, ad esempio, che se il corno veniva toccato da una persona gravemente malata, questa potesse guarire istantaneamente. E non solo: il corno aveva la capacità di proteggere dagli avvelenamenti (se polverizzato – solo dopo la morte naturale del mitico animale - e preparato in una specifica pozione); inoltre, bere in una coppa fatta di alicorno poteva proteggere da diverse patologie, come l’epilessia..
Ovviamente non era da tutti vederlo ed avvicinarlo: la leggenda vuole che l’Unicorno fosse un animale così puro che solo persone dall’animo puro e candido potessero cavalcarlo. E’ per questa ragione che spesso l’unicorno veniva raffigurato cavalcato da una vergine, da un Mago o da un Elfo.
In tempi recenti, l’unicorno è giunto, tramite un passaggio nell’interessante tradizione favolistica del nord Europa, al mondo del Fantasy, un mondo irreale che ogni giorno incuriosisce ed affascina tutti noi.Che sia sogno o realtà, ci piace chiudere gli occhi ed immaginare uno splendido esemplare di unicorno sfrecciare tra castelli, regni fatati, spazi e mondi diversi…
Mondi Nascosti, appunto. Il video che ho postato è stupendo!
mercoledì 3 febbraio 2010
The House of the Rising Sun
The House of the Rising Sun è una canzone folk americana. Il testo ha come argomento una vita sfortunata ed è ambientata a New Orleans. L'esecuzione della canzone da parte del gruppo inglese The Animals, nel 1964, è generalmente considerata la più famosa ed è stata la numero uno in classifica sia negli Stati Uniti, sia nel Regno Unito.
Il brano risale alla prima metà dell'ottocento e, al pari di molte altre classiche ballate folk, la paternità del testo di "The House of the Rising Sun", a volte chiamata "Rising Sun Blues", è dubbia. Lo studioso del folklore Alan Lomax, autore nel 1941 della raccolta di canzoni Our Singing Country[1], scriveva che la melodia era presa da una ballata tradizionale inglese (probabilmente Matty Groves risalente al seicento) ed il testo era stato scritto da Georgia Turner e Bert Martin, una coppia di abitanti del Kentucky. Altri studiosi propendono per ipotesi diverse, sebbene quella di Lomax sia generalmente considerata la più plausibile.
Il brano risale alla prima metà dell'ottocento e, al pari di molte altre classiche ballate folk, la paternità del testo di "The House of the Rising Sun", a volte chiamata "Rising Sun Blues", è dubbia. Lo studioso del folklore Alan Lomax, autore nel 1941 della raccolta di canzoni Our Singing Country[1], scriveva che la melodia era presa da una ballata tradizionale inglese (probabilmente Matty Groves risalente al seicento) ed il testo era stato scritto da Georgia Turner e Bert Martin, una coppia di abitanti del Kentucky. Altri studiosi propendono per ipotesi diverse, sebbene quella di Lomax sia generalmente considerata la più plausibile.
Del testo esistono due diverse versioni: una al maschile l'altra al femminile. La versione maschile è la più nota ed è quella riproposta dagli Animals. Tuttavia quasi tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere il testo al femminile quello originario. Fra i musicisti che hanno riproposto questa versione spiccano Bob Dylan e Joan Baez.
L'espressione "House of the Rising Sun" è un eufemismo per indicare una casa chiusa, tuttavia non è noto se la casa descritta nel testo sia un luogo reale o fittizio. Tra le ipotesi più accreditate c'è quella che la vuole situata proprio a New Orleans: la notizia del suo abbattimento, avvenuto nel 2007, ha trovato spazio nelle pagine di qualche quotidiano statunitense.
La più antica incisione del brano nota è quella, del 1933 eseguita da Clarence "Tom" Ashley che affermò di avere imparato il brano da suo nonno. Secondo alcuni una incisione più antica fu quella del bluesman Alger "Texas" Alexander del 1928 col titolo The Risin' Sun. Di tale incisione esistono oggi solo testimonianze indirette poiché non è oggi nota l'esistenza di nessuna copia del 78 giri. Non se ne conoscono dunque né il testo né melodia ed è dunque impossibile stabilire se si trattasse del medesimo brano.
L'espressione "House of the Rising Sun" è un eufemismo per indicare una casa chiusa, tuttavia non è noto se la casa descritta nel testo sia un luogo reale o fittizio. Tra le ipotesi più accreditate c'è quella che la vuole situata proprio a New Orleans: la notizia del suo abbattimento, avvenuto nel 2007, ha trovato spazio nelle pagine di qualche quotidiano statunitense.
La più antica incisione del brano nota è quella, del 1933 eseguita da Clarence "Tom" Ashley che affermò di avere imparato il brano da suo nonno. Secondo alcuni una incisione più antica fu quella del bluesman Alger "Texas" Alexander del 1928 col titolo The Risin' Sun. Di tale incisione esistono oggi solo testimonianze indirette poiché non è oggi nota l'esistenza di nessuna copia del 78 giri. Non se ne conoscono dunque né il testo né melodia ed è dunque impossibile stabilire se si trattasse del medesimo brano.
Vi propongo la versione dei Santa Esmeralda...ma è curioso la quantità enorme di Artisti affascinati da questo bellissimo brano , hanno pensato bene di eseguirlo.. ecco la lista.
* Aphrodite's Child* The Geordie
* Agents of Oblivion
* The Adolescents
* The Animals
* Demis Roussos
* Bachman-Turner Overdrive
* Bard of Ely
* Joan Baez
* The Beatles
* The Be Good Tanyas
* The Doors
* Eric Bibb & Cyndee Peters
* Blind Boys of Alabama (come Amazing Grace)
* Eric Burdon
* Bon Jovi
* Luigi Chiocca (in italiano titolo "La cassa del sole")
* The Brothers Four
* Johnny Cash
* Tracy Chapman
* Cody C & J.R.
* David Allen Coe
* Jimi Hendrix
* Maria Daines & Paul Killington
* I Dik-Dik (in italiano: la casa del sole)
* Bob Dylan (come parte del suo omonimo album)
* Eagles
* Tommy Emmanuel
* Evereve
* Marianne Faithfull
* The Flower Travellin' Band
* Bob Fuzz
* Frijid Pink (Questa versione, non quella degli Animals, raggiunse il primo posto in Germania)
* Geordie (cantanta da Brian Johnson prima di unirsi agli AC/DC)
* Gerry and the Pacemakers
* Gary Glitter
* Woody Guthrie
* Tim Hardin
* Jandek
* Wyclef Jean et Les Portes du Pen
* Waylon Jennings
* Walls of Jericho
* Brian Johnson
* Sammy Kaye
* B.B. King e Mary Travers
* Mark Knopfler
* Kult
* La Renga
* Lead Belly
* Los Marcellos Ferial (in italiano; titolo La casa del sole)
* I Bisonti (in italiano; titolo La casa del sole)
* Fausto Papetti (Strumentale)
* Lorenzo Pilat
* I Pooh (in italiano; titolo La casa del sole, inserita nell'album Beat ReGeneration)
* Riky Maiocchi (in italiano Non dite a mia madre (Price-Menegazzi), 1964: prima versione censurata dalla commissione di ascolto della RAI)
* Riky Maiocchi (in italiano La casa del sole (Price-Mogol-Pallavicini), 1965: seconda versione)
* Courtney Love
* Chan Marshall (conosciuta anche come Cat Power)
* Ronnie Milsap
* Roger McGuinn
* The Moody Blues
* Muse
* Tim O'Brien
* Mark O'Connor
* Sinéad O'Connor
* Odetta
* John Otway
* Oysterhead
* Dolly Parton
* The Platters
* Rockapella
* Dave Van Ronk (autore di un moderno arrangiamento)
* Santa Esmeralda
* Sentenced
* Nina Simone
* Tangerine Dream
* Agnaldo Timóteo
* Toto
* U2 & Green Day (solo la prima parte nella canzone The Saints Are Coming)
* The Ventures
* Doc Watson & Richard Watson
* The Weavers
* Leslie West
* The White Stripes
* Josh White
* James Last
* Buster Poindexter (nell'album omonimo)
* Brand New Sin
* Collin Raye
* Gregory Isaacs
* The Scorpions
* Deep Purple
(fonte Wikipedia)
lunedì 1 febbraio 2010
giovedì 28 gennaio 2010
una poesia per Haiti
Terra insanguinata,urli soffocati da calce,
sogni e ricordi cancellati in un attimo,
il manto della sventura colora di nero l'alba,
ogni dimora violata dal suolo tremante,
cuori spezzati, dolore, morte, voci di terrore
cuori spezzati, dolore, morte, voci di terrore
assordano orecchie già provate, la falce
imperversa sicura, prendendosi
vite innocenti spogliate di tutto,
sangue,sangue e ancora sangue,
un pianto rompe il silenzio di morte,
dalle macerie fumanti, due occhi di Bimba
rivedono la luce , lacrime di gioia solcano
gote annerite.. la speranza ritorna !
adamus 28/01/2010
martedì 26 gennaio 2010
Giorno della memoria
Olocausto, l'orrore da non dimenticare
La liberazione dei prigionieri di Auschwitz data simbolo della Shoah: Si celebra il Giorno della Memoria mentre nel mondo c'è ancora chi vuole considerare il genocidio degli ebrei un'invenzione
L’Italia ricorda. Il 27 gennaio, per il sesto anno, l’Olocausto degli ebrei entra nelle scuole, nei musei, nelle piazze dove si svolgeranno comizi e manifestazioni. Un dovere, ricordare, come hanno sottolineato nei loro interventi in questi giorni personalità politiche e della cultura, gli ormai pochissimi sopravvissuti.
|
Ricordare perché non accada mai più. Questo il senso della «Giornata della memoria», un evento che si celebra contemporaneamente in gran parte del mondo occidentale per commemorare le vittime dei campi di concentramento nazisti. Il 27 gennaio è una data altamente simbolica: nel 1945, infatti, le avanguardie delle truppe sovietiche raggiunsero il campo di concentramento di Auschwitz (l'odierna Oswiecim, in Polonia). Per la prima volta, l'orrore della «Soluzione finale» escogitata da Hitler e dai suoi gerarchi per liberarsi, una volta per tutte, della «questione ebraica», apparve nella sua banale, allucinante realtà. Ad Auschwitz trovarono la morte, uccisi nelle camere a gas o dagli stenti, quattro milioni di uomini, donne, bambini. Quasi tutti ebrei. Ma furono sterminati anche zingari, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici e altri «nemici» del Reich millenario. Nel complesso, le vittime della Shoah, o Olocausto, furono circa sei milioni.







OLOCAUSTO, LA VERGOGNA DELL'UMANITA' !
lunedì 25 gennaio 2010
Demetrio Stratos
Il Genio della voce..una delle voci rock più innovative degli anni 70,dai vocalizzi spinti ai limiti delle possibilità, alla potenza interpretativa della rabbia degli anni 70, la voce coltivata come uno strumento,tutto questo fa di demetrio Stratos un Artista memorabile, che va oltre qualunque confine di genere e di mercato, notevole anche il suo impegno politico.
La sua massima esibizione vocale raggiunse i 7000 Hz, pensate che un Tenore raggiunge mediamente 523 Hz. , una Soprano arriva a 1046 Hz.
Purtroppo l'indimenticabile Demetrio Stratos,muore a soli 34 anni , per una gravissima forma di anemia.
Purtroppo l'indimenticabile Demetrio Stratos,muore a soli 34 anni , per una gravissima forma di anemia.
Demetrio Stratos nacque ad Alessandria d'Egitto il 22 aprile 1945 da una famiglia di origine greca. Tredici anni di vita li passò in quella città multietnica, studiando pianoforte e fisarmonica al prestigioso Conservatoire National d'Athènes (Conservatorio). Essendo di famiglia ortodossa, fin da piccolo poté assistere alla musica religiosa bizantina, oltre che alla musica araba tradizionale. Più tardi riconobbe che la nascita ad Alessandria lo faceva sentire come un facchino in un albergo internazionale, in grado di vivere l'esperienza dei viaggiatori e di assistere al traffico di culture in quel Mediterraneo, ricco di diverse etnie e crocevia di intense pratiche musicali. A causa del colpo di stato di Nasser in Egitto, la famiglia lo mandò nel 1957 a studiare a Cipro, nel Catholic College of the Holy Land (Collegio Cattolico di Terra Santa) di Nicosia, dove lo raggiunse due anni dopo.
Nel 1962 si trasferì a Milano dove si iscrisse alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Fu in questa città, nel 1966, dopo aver già formato nel 1963 un gruppo musicale studentesco di soul, blues e rhythm and blues e aver fatto esperienza in diversi studi di registrazione, che Demetrio Stratos si unì come pianista e voce solista al gruppo beat de I Ribelli con i quali resterà fino al 1970 e con cui registrerà svariati 45 giri di successo, come Pugni chiusi, Chi mi aiuterà e Oh Darling!, e un LP.
Dopo l'esperienza dei Ribelli, pubblica nel 1971 un 45 giri per l'etichetta Numero Uno di Lucio Battisti, e fonda nel 1972 il gruppo degli Area,
A lato della discografia ufficiale degli Area, per cui Stratos è ricordato, Stratos coltivò un'importante esperienza solista con una notevole discografia perlopiù centrata su sperimentazioni e ricerche vocali. Il suo studio della voce come strumento, memore dell'esempio dei vocalist più avanzati della musica neroamericana come Leon Thomas, lo portò in seguito a raggiungere risultati al limite delle capacità umane: nella sua massima esibizione raggiunse i 7000 Hz (un "normale" tenore può arrivare mediamente ai 523 Hz, mentre un soprano - quindi una donna - può raggiungere i 1046 Hz) ed era in grado di padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce). Compì ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il CNR di Padova e studiò le modalità canore dei popoli asiatici. Grazie alle già notevoli doti innate, alle tecniche acquisite, e agli studi del Cnr, riuscì a raggiungere risultati che rimangono ancora ineguagliati. Nel 1974 prese parte a tournée e festival in Francia, Portogallo, Svizzera e Cuba; a Cuba ricevette l'invito dal Ministero della Cultura ad incontrarsi con la Delegazione di musicisti della Mongolia per partecipare a un dibattito sulla vocalità dell'Estremo oriente; Stratos si era infatti progressivamente inoltrato nel misterioso mondo dei suoni riprendendo ed ampliando un vasto discorso sul significato della voce nelle civiltà orientali e medio-orientali.
Nel 1978 lasciò gli Area per dedicarsi esclusivamente alla ricerca vocale. In quest'anno accrebbe la sua fama internazionale partecipando, su invito di John Cage, a concerti tenuti al Roundabout Theatre di New York; è proprio di questo periodo "Event" con Merce Cunningham e la Dance Company, eseguito con la direzione artistica di Jasper Johns, quella musicale di Cage e la collaborazione di Andy Warhol per i costumi.
Morì prematuramente al Memorial Hospital di New York, all'età di 34 anni, colpito da una gravissima forma di anemia aplastica (ma la causa diretta della morte fu un collasso cardiocircolatorio) il 13 giugno 1979, alla vigilia del grande concerto di Milano, promosso per raccogliere fondi per garantirgli la costosa degenza.
La sua morte sconvolse tutto il mondo dello spettacolo e non solo gli ambienti della musica sperimentale, che riconoscevano nell'artista il loro esponente di spicco, in grado di suscitare l'attenzione di numerosi programmi mediatici, solitamente non sensibili alla musica alternativa.
Il concerto si tenne comunque ugualmente, e la registrazione venne pubblicata sul doppio album 1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos, pubblicato dalla Cramps.
La sua salma è conservata nel cimitero del piccolo borgo di Scipione Castello, località nel comune di Salsomaggiore Terme (PR), che dal 2000 organizza tutti gli anni un week end di concerti dedicati all'artista.
A Demetrio Stratos è intitolato l'auditorium degli studi di Radio Popolare, a Milano.
venerdì 22 gennaio 2010
Muse
Band molto interessante.. io vecchio rocckettaro anni 70, mi inchino davanti alla Bravura di questo giovane gruppo, seguite il video con attenzione, sono 7 minuti di pura energia crescente.....assolutamente da non perdere !
I loro concerti sono pieni di forza prorompente, stile musicale molto eclettico,raccoglie più influenze, elettronica, heavy metal, progressive rock,spesso caratterizzati da una vera sinfonia orchestarale la maggior parte dei testi sono realizzati dal Leader Matthew Bellamy,Cantante,pianista e chitarrista virtuoso e
trattano temi riguardanti apocalisse, guerra, vita, universo, politica e religione. I Muse nascono nel 1992, dall'incontro di due gruppi musicali: i Gothic Plague di Matthew Bellamy e Dominic Howard e i Fixed Penalty in cui suonava Christopher Wolstenholme come batterista. Bellamy convinse Christopher ad abbandonare il ruolo di batterista e ad entrare, come bassista, nella sua band. Nella loro carriera musicale i Muse hanno vinto numerosi premi, . La maggior parte dei premi sono stati loro attribuiti per le performance dal vivo. Hanno inoltre partecipato alla campagna della Teenage Cancer Trust, che si occupa della ricerca per la lotta contro la leucemia giovanile e hanno fatto parecchi concerti, devolvendo buona parte dei fondi raccolti a tale associazione, Il 25 settembre 2008 tutti e i tre componenti della band sono stati insigniti del Dottorato Onorario nella facoltà di belle arti della Plymouth University.
Il gruppo ha venduto fino ad oggi circa 12 milioni di copie in tutto il mondo
trattano temi riguardanti apocalisse, guerra, vita, universo, politica e religione. I Muse nascono nel 1992, dall'incontro di due gruppi musicali: i Gothic Plague di Matthew Bellamy e Dominic Howard e i Fixed Penalty in cui suonava Christopher Wolstenholme come batterista. Bellamy convinse Christopher ad abbandonare il ruolo di batterista e ad entrare, come bassista, nella sua band. Nella loro carriera musicale i Muse hanno vinto numerosi premi, . La maggior parte dei premi sono stati loro attribuiti per le performance dal vivo. Hanno inoltre partecipato alla campagna della Teenage Cancer Trust, che si occupa della ricerca per la lotta contro la leucemia giovanile e hanno fatto parecchi concerti, devolvendo buona parte dei fondi raccolti a tale associazione, Il 25 settembre 2008 tutti e i tre componenti della band sono stati insigniti del Dottorato Onorario nella facoltà di belle arti della Plymouth University.
Il gruppo ha venduto fino ad oggi circa 12 milioni di copie in tutto il mondo
La formazione attuale:
Matthew James Bellamy - voce, chitarra elettrica, pianoforte e tastiere
Christopher Anthony Wolstenholme - basso elettrico, 2ª voce e chitarra
Dominic James Howard - batteria e percussioni
Christopher Anthony Wolstenholme - basso elettrico, 2ª voce e chitarra
Dominic James Howard - batteria e percussioni
Curiosità....Questo brano è stato inserito al 9° posto tra..
I migliori 20 assoli di chitarra della storia del Rock
pubblicato: domenica 05 agosto 2007 da Ilaria Danesi in: Classifiche Radiohead.
pubblicato: domenica 05 agosto 2007 da Ilaria Danesi in: Classifiche Radiohead.
giovedì 21 gennaio 2010
Due Poesie d'Autore
Oggi non ho molta voglia di scrivere..ho chiesto
aiuto a due vecchi Amici eh..eh..IL PIÙ BELLO Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.
NAZIM HIKMETALL'AMATA Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire.William Shakespeare
lunedì 18 gennaio 2010
Hachiko - Il tuo migliore amico
Sabato scorso ho visto il film " Hachiko - Il tuo migliore amico " con Richard Gere, il film mi è piaciuto molto, anche se troppo, troppo commovente.
Il film è tratto da una vicenda vera ...eccola.
Hachikō nacque in una fattoria di Odate, , il 10 novembre 1923, Era un esemplare maschio di Akita bianco. All'età di 2 mesi, venne adottato da un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokio, che lo portò con sé nella sua abitazione a Shibuya. Ogni mattina, il professore,pendolare, per esigenze di lavoro, si dirigeva alla stazione di Shibuya per andare a lavorare. Il suo fedele cane lo accompagnava sempre e ritornava alla stazione quando il suo padrone rientrava dalla giornata lavorativa.
Il 21 maggio 1925 il Professore morì di ictus mentre era all'università. Hachikō, come ogni giorno, si presentò alla stazione per le 3 del pomeriggio (l'orario in cui il suo padrone solitamente arrivava), ma il professore non era ancora tornato. Il cane attese invano il suo arrivo. Ciononostante, tornò alla stazione il giorno seguente e fece così anche nei giorni successivi. Con il passare del tempo, il capostazione diShibuya e le persone che prendevano quotidianamente il treno iniziarono ad accorgersi di lui e cercarono di accudirlo, offrendogli cibo e riparo.
Con il tempo, tutto il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachikō; molte persone cominciarono ad andare a Shibuya solo per vederlo e per poterlo accarezzare. Nonostante il passare degli anni e il progressivo invecchiamento, il cane continuò comunque a recarsi alla stazione, esclusivamente la sera, quando il suo padrone sarebbe dovuto arrivare. Nell'aprile 1934 , venne realizzata, ad opera dello scultore Teru Andu, una statua in bronzo con le sue sembianze, posta nella stazione di Shibuya ; un'altra simile venne eretta ad Oldate , la sua città natale; lo stesso cane fu presente all'inaugurazione.
Con il tempo, tutto il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachikō; molte persone cominciarono ad andare a Shibuya solo per vederlo e per poterlo accarezzare. Nonostante il passare degli anni e il progressivo invecchiamento, il cane continuò comunque a recarsi alla stazione, esclusivamente la sera, quando il suo padrone sarebbe dovuto arrivare. Nell'aprile 1934 , venne realizzata, ad opera dello scultore Teru Andu, una statua in bronzo con le sue sembianze, posta nella stazione di Shibuya ; un'altra simile venne eretta ad Oldate , la sua città natale; lo stesso cane fu presente all'inaugurazione.
L'8 marzo 1935 Hachikō morì di filariasi all'età di 12 anni, dopo aver atteso ininterrottamente per ben 10 anni il ritorno del suo padrone. La sua morte impietosì la comunità nipponica; la notizia venne inserita in tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne dichiarato un giorno di lutto per ricordare il suo reiterato gesto di fedeltà nei confronti del padrone.
Durante la seconda guerra mondiale, il governo giapponese, necessitando quantità ingenti di metalli per costruire le armi, ordinò di usare anche quello della statua di Hachikō. Nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto, Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpire una nuova statua raffigurante il cane, sempre nello stesso posto di quella precedente.
Nonostante il corpo di Hachikō sia stato preservato tramite tassidermia ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza a nordovest della stazione, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professore. L'8 aprile di ogni anno, in Giappone viene organizzata una cerimonia per ricordare Hachikō, alla quale partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.
Hachikō esposto al Museo di Shibuya
sabato 16 gennaio 2010
Haiti Bimba salvata
Winnie, 18 mesi, è salva. 'Per miracolò, la bimba è stata estratta viva, dopo tre giorni, dalle macerie di Port-au-Prince devastata dal terremoto. È stata una troupe televisiva a tirarla fuori dai resti della sua casa crollatale addosso quando la terra ha tremato ad Haiti, martedì pomeriggio. È stata la sua voce, il suo lamento a salvarla. La gente sul posto ha attirato l'attenzione degli operatori di una tv australiana che si trovavano nei paraggi, e che si sono messi subito a scavare a mani nude tra i resti della casa. Ci sono voluti 45 minuti per raggiungere la piccola Winnie. L'hanno tirata fuori, sta bene. Ad accoglierla tra le braccia, viva, c'è uno zio, Franz. I genitori di Winnie si crede siano morti nel crollo sella stessa casa. Lo zio, raggiante e commosso, è pieno di gratitudine per coloro che hanno tratto in salvo la piccola. «È solo lei quella eroica - ha reagito Deiby Celestino, uno dei soccorritori - ha lottato per tre giorni».
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venerdì 15 gennaio 2010
Inferno a Haiti
Le parole non servono.......... servono i fatti
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