mercoledì 15 dicembre 2010

Vita da cani

 Con il passo ancora incerto, Rocky si dirige verso la sua cuccia , Alice sullo sfondo osserva!




Qui sotto c' è un video realizzato nell'estate 2007 dal sottoscritto.  Rocky e Alice  fregano i grissini  alla mia Mogliettina !  Rocky  era in gran forma.

Cliccate 2 volte sul triangolino in basso a sinistra per farlo partire.

sabato 11 dicembre 2010

Morte annunciata

 Non amo pubblicare fatti di cronaca nel blog, ma questa tragica vicenda mi ha particolarmente colpito. Rimette in discussione la libertà della Donna e i suoi diritti calpestati , in una società che non le tutela per niente! Leggete qui sotto l' articolo di Michele Brambilla  " La Stampa " c'è  da indignarsi e rabbrividire , pare incredibile possano  accadere  fatti del genere!
Qualcuno deve mettersi una mano sulla coscienza per questo assurdo delitto annunciato. A volte mi domando... Ma lo Stato Esiste?

Storia di Anna Rosa, uccisa due volte in cinque anni

Ieri i funerali della Donna che sopravvisse a 15 coltellate nel 2005. L'ex  convivente  a casa  dopo soli 2 anni , lasciato libero di uccidere.

Michele Brambilla inviato a Matera
Ieri nella piccola e stracolma chiesa di San Rocco a Matera è stato celebrato un funerale annunciato cinque anni fa. Anna Rosa Fontana, 38 anni, è morta martedì sera, colpita dal suo ex convivente Paolo Chieco, 53 anni, con sei coltellate. Ma aveva cominciato a morire il 13 luglio del 2005, quando lo stesso Chieco, nello stesso punto – l’ingresso di casa di lei – aveva cercato di ammazzarla con quindici coltellate, non riuscendovi solo perché i soccorsi erano stati rapidi e l’ospedale a un passo. Tra le quindici coltellate di allora e le sei di martedì sono trascorsi cinque anni di benevola giustizia per il carnefice e di indicibile incubo per la vittima. Cinque anni di molestie, minacce, vane denunce.

Molto – forse troppo – spesso noi giornalisti usiamo l’espressione «cronaca di una morte annunciata», ma se c’è una volta in cui queste parole non sono né retoriche né esagerate è proprio questa. Quel che è successo a Matera in questi giorni, anzi in questi cinque anni, ha dell’incredibile, così come è incredibile che la vicenda sia scivolata via, quasi del tutto ignorata, da un media system tanto avido di storiacce di sangue e, a parole, tanto attento ai diritti delle donne.

Forse perché è successo a Matera, e non in una grande città? Chissà. Eppure, anche se non è stata ritenuta degna di un paio di colonne sui giornali, questa è una storia che purtroppo non riguarda solo la povera donna che ieri è stata accompagnata al camposanto da una città incredula. Quante Anna Rosa Fontana ci sono in Italia? Quante donne vivono nel terrore di veder apparire l’uomo che non si è rassegnato all’abbandono? L’uomo che in modo tanto perverso intende la promessa «per sempre»? L’uomo che cede «alla tentazione tanto diffusa – ha detto ieri don Angelo alla messa funebre – di risolvere un problema con la violenza?».

Anna Rosa Fontana non aveva avuto una vita fortunata. Il primo matrimonio era finito con una separazione. Le erano rimasti due figli maschi, che oggi hanno 17 e 12 anni. Poi aveva conosciuto Paolo Chieco, un manovale, ex macellaio. Avevano avuto una bambina, che oggi ha sei anni e probabilmente ancora non sa quanto malvagio sia stato il destino con lei.

Anna Rosa e Paolo si erano lasciati. O meglio lei aveva messo fine al rapporto, e lui non si era rassegnato. Il 13 luglio del 2005, in via Lucana 333, lui l’aveva aspettata e colpita con quindici coltellate al collo, al torace, alla pancia. L’aveva colpita alla presenza del figlio maschio più piccolo di lei, che allora aveva sette anni. Era rimasta una striscia di sangue dal portone fino all’ingresso dell’appartamento di Anna Rosa, al primo piano. Lui aveva chiamato il 113: «Ho ammazzato la mia convivente, vi aspetto». Ma Anna Rosa si salvò e visto com’era ridotta verrebbe da dire «per miracolo»: e se davvero si trattò di un intervento della bontà divina, era destinato a essere vanificato cinque anni più tardi dalla malvagità umana.

Il 15 luglio 2005, interrogato dal giudice, Paolo Chieco fa mettere a verbale la sua concezione dell’indissolubilità dell’amore: «In quel momento sono andato un’altra volta in macchina perché mi era venuta una furia di sangue, ho visto un coltello che si è trovato quando mi sono sloggiato di casa, l’ho visto, l’ho preso, sono andato un’altra volta e le ho dato con il coltello, però il portone era aperto, non ho forzato nessun portone. Ho cominciato a dare il primo colpo alla pancia, qua, affianca qua, però lei gridava sempre “Ti amo, ti amo, non mi colpire”… Io dicevo: “Non ci credo, come hai fatto le altre volte che hai detto tutte le bugie e sei ricorsa subito in Questura…” Lei disse: “No, questa volta…”, però io non la voleva ammazzare». Il giudice gli chiede se si ricorda quanti colpi le ha dato e lui risponde: «Non mi ricordo, in quel momento non pensavo più a niente… Il bambino gridava soltanto, diceva “Non lo fare, non lo fare”, però il bambino dopo non l’ho visto più». Il giudice domanda se si rende conto che con quel coltello – 33 centimentri di lama – la poteva uccidere. Chieco risponde: «In quel momento, adesso mi sto rendendo conto dello sbaglio che ho fatto». Il giudice gli chiede anche se non ha pensato alla loro bambina. Lui: «Sì che mi rendo conto. Io avevo detto a lei: “Vedi che io voglio vedere la bambina perché la bambina mi è entrata dentro al…”». A quel punto la deposizione si interrompe, il verbalizzante annota che l’indagato sta piangendo.

Il 7 novembre 2006 il giudice determina la pena in 12 anni e 6 mesi, ma per effetto del rito abbreviato c’è subito una riduzione: 8 anni e 4 mesi. In carcere però Chieco resta poco. Gli vengono presto concessi gli arresti domiciliari. Sapete che cosa vuol dire? Che un condannato sta a casa sua invece che in galera. E sapete dov’è la casa di Chieco? A trecento metri da quella di Anna Rosa Fontana. La giustizia italiana ha deciso che poteva stare lì. Dal 2007 solo trecento metri separano accoltellatore da accoltellata. Comincia, per Anna Rosa, un tormento che la uccide lentamente, giorno dopo giorno, ora dopo ora.

Il 28 settembre 2008 c’è il processo d’appello. All’imputato vengono concesse quelle attenuanti che si chiamano «generiche» e la pena viene ridotta a sei anni. Comunque troppi, per una giustizia così sollecita nel non deludere i garantisti. Anche per l’effetto dell’indulto del 2006, Chieco torna definitivamente libero nel 2009. In totale le quindici coltellate a una mamma in compagnia del suo bambino gli sono costate un paio d’anni di cella e uno abbondante di arresti domiciliari.

Libero, definitivamente libero. Libero anche di andare a suonare il campanello all’uscio di Anna Rosa, e non solo di spiarla con il binocolo come faceva quando pativa la terribile punizione degli arresti domiciliari. Lei si era accorta, di essere spiata. Aveva avvisato la polizia, che era andata in casa di Chieco e aveva sequestrato il binocolo. Su questo tipo di indiscreta «osservazione» hanno costruito dei film dell’orrore. Ecco, Anna Rosa Fontana ha interpretato un film dell’orrore per almeno tre anni, da quando il suo ex convivente è uscito di galera.

Lei accumula denunce su denunce, alla fine ha quasi timore di essere scambiata per pazza. Il 21 settembre va dal giudice e supplica: mi molesta continuamente, non ce la faccio più. Il 1˚ ottobre lui finge di invitarla a cena a Montescaglioso. La porta in una stradina sperduta, le stringe una corda al collo e la porta sul ciglio di un burrone. All’1,18 – ormai è il 2 ottobre, notte – Anna Rosa cerca di mandare un sms alla mamma. Non riesce neppure a concluderlo: «Mamma mi sta uccidendo, ora mi porta nel». All’1,40 riesce a mandare un sms al figlio Antonio: «Mi sta uccidendo corda al collo mi ha portato di forza nella tavernetta per paura che chiamo i carabinieri mi stava but nel burrone come devo fare».

Il 7 ottobre Anna Rosa va dai carabinieri che verbalizzano così la sua denuncia: «Con aria minacciosa e sotto la pioggia, mi intimava di dargli il cellulare, poi prendeva la mia borsetta e la buttava lontano da me. Poi apriva il bauletto dello scooter e vi prendeva un paio di guanti neri, o comunque di colore scuro, ed una corda bianca. Mentre si infilava i guanti mi diceva: “Comincia a pregare perché per te oggi è finita”. Io ero tremendamente impaurita e lo scongiuravo di non farmi del male perché vedevo il suo sguardo perso nel nulla. Era lo stesso che aveva quando nel 2005 mi aveva inferto ben 15 coltellate dopo avermi appostato nel portone di casa di mia madre». Anna Rosa riferisce ai carabinieri che Paolo le diceva: «Niente a me e niente a nessuno. Ti farò morire lentamente. Questa sera per te è finita. Allora, sei pronta vuoi dire le ultime preghiere? Stai diventando nera, stai morendo».

Così si conclude la denuncia della donna di quel 7 ottobre scorso: «La sottoscritta Anna Rosa Fontana è costretta a tutelare la sua incolumità e chiede che si voglia accertare la responsabilità del sig. Chieco Paolo, ravvisabili nei fatti narrati, individuandolo come autore del tentativo di omicidio, del sequestro di persona e dei numerosi appostamenti sotto la mia abitazione che evidenziano il reato di stalking». Precisa che dopo quel 1˚ ottobre è stata minacciata anche i giorni 4, 5 e 6 ottobre: pure pubblicamente, con urla in mezzo alla strada.

I carabinieri trasmettono la querela alla magistratura ma il giudice, di tutti i reati indicati, si sofferma sul più lieve: stalking. Lieve, per non dire altro, è anche la punizione: il 3 novembre Paolo Chieco riceve l’ordine di non avvicinarsi all’abitazione di Anna Rosa Fontana. Lunedì 6 dicembre lei telefona alla mamma: «Ho paura. Mi chiudo nel portone per nascondermi». Il giorno dopo Paolo Chieco uccide Anna Rosa Fontana proprio su quel portone, esattamente dove aveva cercato di ammazzarla cinque anni fa. Anche questa volta la donna è con uno dei suoi figli: è il più grande, quello di 17 anni. Le prime due coltellate Chieco le vibra sul collo, dicono che l’ha quasi decapitata. Le altre quattro alla schiena e sul fianco.

Ora Paolo Chieco è in carcere: il pm e il giudice sono due donne, le stesse che gli avevano ordinato di stare alla larga da Anna Rosa Fontana      .
Fonte La Stampa     http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/379536/

martedì 7 dicembre 2010

Aiutiamo Bruna !


Cari  Amiche  e Amici, un attimo di attenzione.. è   importante,un appello molto urgente per fare in modo di dare una mano a una nostra amica, il suo nome è Bruna Cavasin,in questo momento si trova in grave difficoltà..perchè senza un lavoro,bisogna fare in modo che tutto questo sia fatto girare sui vostri blog,Bruna è una brava persona, seria e leale e lavoratrice,se altre persone faranno come me ci saranno più occasioni di aiutarla,confido nel vostro aiuto.
Grazie di cuore !
La promotrice di questo tam tam e Carla Colombo a cui va un grazie particolare,questo è il link del suo blog,per altre informazioni.
Http://artecarlacolombo.blogspot.com/
E questo è il link del blog di Bruna Cavasin di Rimini .
Http://lookuppainting.blogspot.com/ 

venerdì 3 dicembre 2010

I miei luoghi

 Questa mattina approfittando della bella giornata ,ho inforcato la Mountan bike e sono entrato nel parco della  " La mandria " ( Parco recintato più grande d'Europa) . Ho ripercorso il mio solito giro,quello che abitualmente faccio di corsa.
Munito di macchina fotografica , il mio scopo era di vedere il parco , non con gli occhi dell' utente habitué.. visto che abito  a soli  300 m. dal parco , ma con quelli  del turista affamato di curiosità.
    Questo che vedete è un viale lungo circa 3 km. ho scattato questa foto a circa 400 metri dalla palazzina " Bizzaria "  che noi chiamiamo   " Bela Rosin " . E' ubicata in prossimità dell'omonimo ingresso ed in attestamento dell'antica strada La Costa, in adiacenza del muro di cinta.
Fu edificata tra il 1861 ed 1862 quale dono dell'allora Sovrano Vittorio Emanuele II alla moglie morganatica Rosa Vercellana. La sua originale destinazione fu a padiglione di caccia.
E' composta da un corpo centrale a forma esagonale e a tre piani fuori terra, completato da tre torri cilindriche che svettano ancora d'un piano; tra queste si articolano altrettanti terrazzi. Il corpo centrale e le torri sono hanno coperture a calotte vetrate. L'accesso avviene mediante una doppia scalinata esterna di forma ellittica. Sia all'interno che all'esterno l'edificio è caratterizzato da affreschi sia a "ramage" che a trompe l'oeil.
 

Questo è il torrente Casternone che attraversa il parco
Il nome Casternone ha origini romane ed è riconducibile al latino Castrum Nonum, che significa nono accampamento, e si riferisce al castro romano numero nove sito nella nostra valle e adibito a colonia penale. La limpidezza dell'acqua direi unica.
 Qui mi trovo di fronte alla Cascina Rubbianetta , o complesso edificato nel 1863, sotto il regno di Vittorio Emanuele II, la sua denominazione originale era "Emanuella" in occasione della nascita  del figlio Emanuele  , avuto dalla Bela Rosin .  Si presentava originariamente quale allevamento di cavalli. Dal corpo di fabbrica centrale si dipartono due bracci ellittici che gli conferiscono la tipica struttura a ferro di cavallo.
Il corpo centrale del complesso è a tre piani fuori terra, mentre i bracci sono a due piani fuori terra; di questi, il superiore è aperto verso l'area a verde centrale.Tutto il complesso è con finitura a mattoni faccia a vista.

Sempre la Rubbianetta nello sfondo, vista dal viale
Questo è quello che io chiamo il rettilineo infinito,notate quanta gente che c'è,  + 1 grado, alle 10,00
Questa foto l'ho scattata seduto dentro la fontana (chiusa per fortuna d'inverno),nello sfondo potete ammirare il Castello della Mandria
Costruzione settecentesca sorta all'interno del parco, dove venivano allevati i puledri destinati alla caccia e alla cavalleria militare.
Si possono visitare i cantieri e gli Appartamenti Reali del Castello fatti rinnovare alla metà dell'Ottocento da Vittorio Emanuele II , primo re d'Italia. Il parco aperto al pubblico nel 1978 è di notevole interesse naturalistico-ambientale, infatti ha conservato buona parte della vegetazione originaria, e rappresenta uno degli ultimi esempi di bosco planiziale, cioè di copertura forestale che molte migliaia di anni fa ricopriva tutta la Pianura Padana.
Il Borgo Castello della Mandria è una delle Residenze Sabaude che nel 1997 sono state dichiarate dall 'Unesco " Patrimonio dell'Umanità" 
 Questo è uno dei viali che amo di più, alle mie spalle ho lasciato  il Castello di cui Vi ho parlato sopra . La bellezza di questo viale in  collegamento con il viale dei roveri , in tutto oltre 5 km.  D'estate, questo splendido viale  è completamente ombreggiato da alberi secolari, anche le giornate estive più calde ... qui sono gradevoli.


Qualche cavallo mi guarda incuriosito..in basso davanti la mia ombra imbaccucata 
Sono appena uscito dal Parco, io  abito in quel villaggio che si intravede nello sfondo sulla collina dietro il bosco.   Ok, per oggi basta, pedalo ancora per 3 minuti e sono  a casa.





mercoledì 1 dicembre 2010

Prove su strada


Dopo 14 anni di lontananza dalle corse podistiche (la mia ultima gara risale al 1996 Maratona di Venezia), domenica scorsa ho deciso di cimentarmi in una corsa podistica di 10 km.
La brama di mettermi alla prova era  molto forte, le bastonature degli infortuni, le ingiurie degli anni  che passano, il ginocchio a pezzi, avevano minato seriamente il mio morale.
Da  tempo, un forte desiderio di riscatto aleggiava in me ,una  voglia impellente di riemergere , di rispolverare vecchi ricordi di gloria chiusi in soffitta  da anni. 
Non potevo più tradire il mio istinto di indomito guerriero, dovevo assolutamente agire. E così è stato!
Partenza ore 09: 30,  giornata  freddissima, - 5° , mi presento comunque al via  in maglietta e pantaloncini corti, e con altri 600 concorrenti si parte!
Normalmente, nelle corse podistiche amatoriali libere a tutti, oltre alle varie categorie, per sesso e fasce d’età, esistono quelle sul campo, quelle che emergono dalle differenze di forma fisica. 

Gruppo  A, i  migliori. Quelli che corrono fortissimo, fisico asciutto senza un filo di grasso, il viso marmoreo, impassibili, non un capello fuori posto, non sudano, non sbandano,  delle perfette macchine da corsa, la falcata sempre possente e sicura, insomma.. creature dell’Olimpo.

Gruppo B, podisti che corrono discretamente, un pò di pancetta , fronte appena umida, respiro leggermente affannoso, qualche piccola discreta soffiata di naso e un paio di contenute sbandate.

Gruppo C (il mio), un disastro !Una vera armata Brancaleone, decine di kg. di sovrappeso, pancere dottor Gibaud, ginocchiere, smorfie del viso tipo scavi di Pompei, occhi stralunati. 

In questo gruppo di disperati, qualcuno  zoppica a sinistra ,altri  a destra, con la schiuma alla bocca e la bandana alla Silvio.
I rantoli precoma sono molto frequenti, alcuni addirittura trascinano il trabiccolo porta flebo, i più stoici portano la  bombola d’ossigeno sulle spalle, altri appoggiati alle stampelle invocano il 118.  
Un aspetto che poi  m’infastidisce moltissimo, è che… sputano!  Si sputano! Eccome sputano, e con il  freddo di questi giorni … tante biglie di ghiaccio cadono rimbalzando al suolo, evitarle è un vero problema.
A parte questi piccoli inconvenienti, sono arrivato in serata claudicante , con le gambe ghiacciate e l'andatura alla Frankenstein.
  Il traguardo era deserto, solo un  furgone della Findus  mi  aspettava, ma dopo aver controllato la data di scadenza  mi   ha rifiutato.
  Il seguito mi diventa molto confuso, ricordo vagamente di aver ricevuto l’estrema unzione.
 
Esordio non troppo trionfalistico , qualche anima maligna  mi ha 
 consigliato di passare al gioco delle bocce. Ci penserò.

Con una Dream cam , inventata dal Prof. De Utopis Chimerini , ho fotografato un mio sogno, eccolo!
Un pò sfocata.. fotografare i sogni non è facile !

lunedì 29 novembre 2010

Relax musicale

Assalito dall'accidia , non mi resta che scroccare un  brano musicale a youtube  e starmene in panciolle.


domenica 28 novembre 2010

Sogno e fantasia


Buona domenica con un novella  ispirata da un testo di Edgar Allan Poe  " il lago ", la splendida voce è di Antony.





venerdì 26 novembre 2010

Rocky


Dopo 15 giorni di  cure , la salute di Rocky è in netta ripresa, i problemi di deambulazione sembrano superati e considerando l'età avanzata,  il miglioramento pare sorprendente. Mi auguro duri molto.
Rocky ringrazia tutti coloro che chiedono spesso sue notizie e augura un buon weekend a tutti.

mercoledì 24 novembre 2010

Sensazioni della corsa


Come già avevo accennato precedentemente , nonostante un ginocchio da rottamare e l'età non più verde , corro ancora per 10 km. 3 volte la settimana.
Quando preparo la mia performance  mattutina , a ricordo dei vecchi tempi  un rituale quasi maniacale accompagna la mia vestizione. 
Controllo ogni indumento nei minimi dettagli , indosso calze  particolari antiabrasione , morbide scarpe da runners , tuta calda e traspirante ,vaselina sulle parti di maggior sfregamento onde  evitare fastidiosi arrossamenti , cerotto sul naso per migliorare la respirazione , berretto di lana e guanti. Manca volutamente un oggetto amato e odiato da ogni podista … Il cronometro , la quale usarlo con la mia attuale andatura sarebbe troppo mortificante.
Cinque minuti di stretching  precedono la mia corsa e via come il vento a caccia di sensazioni.
Varco la soglia del parco “ La Mandria ” il cane della cascina accanto mi segue con lo sguardo dubbioso e stancamente mi abbaia.  Un'anziana signora sorridendo mi saluta , rispondo  con un cenno del capo e mi infilo nel sentiero che si snoda davanti a me. L'aria frizzante  e ricca di odori agresti mi avvolge invitante , la mia falcata aumenta di ritmo e sparisco inghiottito nell'inebriante natura … Corro , corro , sempre più forte corro ,  rami contorti e spogli  adagiati sulla pagina azzurra del cielo  colmano il mio orizzonte. Le stradine immerse in canti di uccelli guidano la mia ombra saltellante , lo scroscio del torrente e un'erta salita immersa nel verde  mi alleggeriscono la mente , il ritmo del mio respiro aumenta , la fronte si inumidisce , il  cuore batte più forte , compensando  battiti di passioni forse non celebrate.  Per un attimo mi rattristo , accarezzo ricordi e capelli di seta … che l'affanno della corsa cancellano quasi subito.
Proseguo , inoltrandomi nella stradina ora in pianura e chiusa ai lati da maestose quercie , giungo in prossimità di una lunga discesa e mi lancio a capofitto accompagnato dal rullare dei miei passi che muoiono sul nero pietrisco.
Mi ritrovo sul rettilineo infinito , dove  il salice dalla punta secca  pare indicare il cielo.
Svolto verso l'uscita del parco , sudato , ansimante , ma incredibilmente felice.
Un dubbio amletico mi assale ogni volta … Sono pazzo? o solo un comunissimo pirla?
 24 novembre 2010


martedì 23 novembre 2010

Guzzanti

Ieri sera, nel programma " Vieni via con me " Corrado Guzzanti ..come al solito,  strepitoso ! ! !

sabato 20 novembre 2010

Cane eroe ucciso

Questa bellissima cagnolina di nome Target,famosa per essersi distinta nel salvataggio di molti soldati americani in Afganistan è stata uccisa per errore in un canile.
Il cane era tornato a casa l’estate scorsa, adottato dalla famiglia Terry Young,  uno di quelli che aveva salvato dall’esplosione di un attentato. 
Il cane mentre si faceva un giretto nei dintorni è stato accalappiato ,portato al canile e soppresso.
Mi dissocio totalmete da questi metodi barbari ,sia per il cane Target,costretto a partecipare in una inutile guerra e sia per i poveri cani randagi, che vengono sistematicamente uccisi.
Un Paese che si ritiene civile non deve comportarsi in questo modo.

martedì 16 novembre 2010

Rocky..resta sempre con me.


Il mio cagnone Rocky è sulla soglia dei 12 anni, un'età molto avanzata per i cani della sua taglia. Ho sempre evitato di  pensare che presto non ci sarà più , ma purtroppo dovrò abituarmi all'idea.
Sabato scorso,dovendo portare Rocky  dal Veterinario per la visita annuale, mi sono incamminato con il cane al guinzaglio per una stradina  di campagna in direzione centro Paese, dove appunto è situato l'ambulatorio medico Veterinario del Dott. Emanuele Osella (mio carissimo Amico).
Distanza da percorrere circa 800 metri,  considerando l'eta avanzata del mio adorato quadrupede, siamo riusciti ad arrivare a destinazione in poco più di 15 minuti, Rocky era visibilmente stanco,ma nonostante ciò, non negò le sue consuete  feste all'Amico Veterinario .  Dopo 40 minuti di visita...la  diagnosi parla di una severa  artrosi alla schiena e zampe posteriori, con riduzione importante della muscolatura..ovviamente dovuto all'età. Il Medico prescrive,antinffiammatori e integratori di cartilagine,che dovrebbero aiutarlo un pochino. Salutiamo il Medico e ci incamminiamo piano piano verso casa. Dopo circa 200 metri Rocky è incredibilmente stanco, ci riposiamo un pochino ,poi invito il cane a proseguire,ma dopo inutili tentativi barcollando mi guarda con occhi supplichevoli e crolla  sfinito sul selciato.
Telefono  subito a casa ,mia moglie  sopraggiunge in pochi minuti  con l'auto,  entrambi con il groppo in gola carichiamo il Cane sull'auto per portarlo a casa.
Dopo giorni di amorevoli cure, Rocky sta molto meglio,cammina piano, ma non barcolla più e pare gradire molto la cura ,in quanto le compresse vengono infilate in  succulente polpettine.
Spero che questo miglioramento duri il più possibile..mi è difficile immaginare un giorno senza Rocky.

venerdì 29 ottobre 2010

I grandi non tramontano mai


Steve Winwood, credo sia tra i migliori protagonisti della musica Rock e Soul bianco,dotato di una voce stupenda,compositore e polistrumentista.  La sua lunga carriera inizia  nel 1965 , con il gruppo " The Spencer Davis Group " ricordo un brano di enorme successo di allora " Gimme some lovin "  In seguito farà parte del gruppo dei " Trafic " e successivamente ,con la collaborazione del mitico Eric Clapton crea il gruppo " Blind Faith ". Dal 65 ad oggi la sua carriera artistica è stata in continua ascesa, componendo canzoni stupende  e migliorando continuamente le sue perfomance.  
L'esibizione che Vi propongo è da veri intenditori..guardate tutto il video,noterete il crescendo della musica,la coinvolgente sublime voce nera  ,  un virtuosimo  incredibile con la chitarra,la band che si diverte un sacco, il pubblico  che   sogna ad occhi aperti... Steve è come il buon vino, migliora sempre! 
Grande Steve ...onoratissimo di essere Tuo coetaneo.

lunedì 18 ottobre 2010

Alcuni proverbi Piemontesi



A J'é niente ed pì bel che na facia contenta
Non c'è nulla di più bello di una faccia contenta
(il sorriso illumina anche il volto meno grazioso)

Se 'l giovo a saveisa e se 'l vej a podeisa
Se il giovane sapesse e se il vecchio potesse!
(Il giovane ha la forza, ma manca di esperienza
il vecchio ha l'esperienza ,ma manca la forza.)

"A ciamè s diju che a s'perd mai gnente"    
Non si perde mai niente a domandare

"A-i-è nen bela scarpa c'a dventa nen brut savat"     
Non esiste bella scarpa che non diventi ciabatta

"Chi sent e tas, a god tut 'l mônd an pas"    
Chi sente e tace si gode tutto il mondo in pace

"Venta scavà 'l pôs prima d'avei sei"     
Bisogna scavare il pozzo prima di aver sete

"A l'è prest butà ‘na cativa custùma"    
Un'abitudine brutta, cresce in fretta

 "Agiss ben e lasa dì"    
Tu fa bene e lascia dire

 "A l'è mei frustè de scarpe che d'linseui"    
Meglio consumare scarpe che lenzuola

"L'Asu a cunos nen sua cùa, fora quand a l'à pì nen"    
L'asino si accorge della coda solamente quando non l'ha più

sabato 16 ottobre 2010

La vendemmia dell'odio


Maricica l'infermiera 33enne colpita da un pugno tremendo al volto da un ragazzo 20enne, pare per una banale lite di precedenza alla biglietteria della metrò romana è morta ieri sera. Mi chiedo come può un ragazzo sferrare un pugno violentissimo sul viso ad una Persona ? come hanno potuto quei ragazzi a Milano pestare a sangue e ridurre in fin di vita il taxista Luca Massari ?  Come vengono educati questi ragazzi?come  possono avere dentro di se così tanto odio e violenza da scaricare contro qualsiasi malcapitato?
  Un pò di autocritica sarebbe doverosa da parte di tutti (Famiglie,Politici,Scuola, Giornali e TV) ..  cosa  diavolo sta succedendo alla nostra Società?  Bisogna capire e rimuovere le anomalie, non è più accettabile  allevare a nostra insaputa dei futuri delinquenti . Ho preso solo 2 esempi eclatanti,ma sapete meglio di me .. il fenomeno è molto diffuso e preoccupante.

Esprimo tutto il mio affetto e cordoglio ai Famigliari di Maricica e un augurio di pronta guarigione al taxista Luca Massari.