venerdì 30 settembre 2011

Esempio da seguire

  Islanda, quando il popolo sconfigge l'economia globale
di Andrea Degl'Innocenti
– tratto da http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html

L'hanno definita una 'rivoluzione silenziosa' quella che ha portato l'Islanda alla riappropriazione dei propri diritti. Sconfitti gli interessi economici di Inghilterra ed Olanda e le pressioni dell'intero sistema finanziario internazionale, gli islandesi hanno nazionalizzato le banche e avviato un processo di democrazia diretta e partecipata che ha portato a stilare una nuova Costituzione.
Oggi vogliamo raccontarvi una storia, il perché lo si capirà dopo. Di quelle storie che nessuno racconta a gran voce, che vengono piuttosto sussurrate di bocca in orecchio, al massimo narrate davanti ad una tavola imbandita o inviate per e-mail ai propri amici. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.
L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.
Ma procediamo con ordine. L'Islanda è un'isola di sole di 320mila anime – il paese europeo meno popolato se si escludono i micro-stati – privo di esercito. Una città come Bari spalmata su un territorio vasto 100mila chilometri quadrati, un terzo dell'intera Italia, situato un poco a sud dell'immensa Groenlandia.
15 anni di crescita economica avevano fatto dell'Islanda uno dei paesi più ricchi del mondo. Ma su quali basi poggiava questa ricchezza? Il modello di 'neoliberismo puro' applicato nel paese che ne aveva consentito il rapido sviluppo avrebbe ben presto presentato il conto. Nel 2003 tutte le banche del paese erano state privatizzate completamente. Da allora esse avevano fatto di tutto per attirare gli investimenti stranieri, adottando la tecnica dei conti online, che riducevano al minimo i costi di gestione e permettevano di applicare tassi di interesse piuttosto alti. IceSave, si chiamava il conto, una sorta del nostrano Conto Arancio. Moltissimi stranieri, soprattutto inglesi e olandesi vi avevano depositato i propri risparmi.
Così, se da un lato crescevano gli investimenti, dall'altro aumentava il debito estero delle stesse banche. Nel 2003 era pari al 200 per cento del prodotto interno lordo islandese, quattro anni dopo, nel 2007, era arrivato al 900 per cento. A dare il colpo definitivo ci pensò la crisi dei mercati finanziari del 2008. Le tre principali banche del paese, la Landsbanki, la Kaupthing e la Glitnir, caddero in fallimento e vennero nazionalizzate; il crollo della corona sull'euro – che perse in breve l'85 per cento – non fece altro che decuplicare l'entità del loro debito insoluto. Alla fine dell'anno il paese venne dichiarato in bancarotta.
Il Primo Ministro conservatore Geir Haarde, alla guida della coalizione Social-Democratica che governava il paese, chiese l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che accordò all'Islanda un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, cui si aggiunsero altri 2 miliardi e mezzo da parte di alcuni Paesi nordici. Intanto, le proteste ed il malcontento della popolazione aumentavano.
A gennaio, un presidio prolungato davanti al parlamento portò alle dimissioni del governo. Nel frattempo i potentati finanziari internazionali spingevano perché fossero adottate misure drastiche. Il Fondo Monetario Internazionale e l'Unione Europea proponevano allo stato islandese di di farsi carico del debito insoluto delle banche, socializzandolo. Vale a dire spalmandolo sulla popolazione. Era l'unico modo, a detta loro, per riuscire a rimborsare il debito ai creditori, in particolar modo a Olanda ed Inghilterra, che già si erano fatti carico di rimborsare i propri cittadini.
Il nuovo governo, eletto con elezioni anticipate ad aprile 2009, era una coalizione di sinistra che, pur condannando il modello neoliberista fin lì prevalente, cedette da subito alle richieste della comunità economica internazionale: con una apposita manovra di salvataggio venne proposta la restituzione dei debiti attraverso il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro complessivi, suddivisi fra tutte le famiglie islandesi lungo un periodo di 15 anni e con un interesse del 5,5 per cento.
Si trattava di circa 100 euro al mese a persona, che ogni cittadino della nazione avrebbe dovuto pagare per 15 anni; un totale di 18mila euro a testa per risarcire un debito contratto da un privato nei confronti di altri privati. Einars Már Gudmundsson, un romanziere islandese, ha recentemente affermato che quando avvenne il crack, “gli utili [delle banche, ndr] sono stati privatizzati ma le perdite sono state nazionalizzate”. Per i cittadini d'Islanda era decisamente troppo.
Fu qui che qualcosa si ruppe. E qualcos'altro invece si riaggiustò. Si ruppe l'idea che il debito fosse un'entità sovrana, in nome della quale era sacrificabile un'intera nazione. Che i cittadini dovessero pagare per gli errori commessi da un manipoli di banchieri e finanzieri. Si riaggiustò d'un tratto il rapporto con le istituzioni, che di fronte alla protesta generalizzata decisero finalmente di stare dalla parte di coloro che erano tenuti a rappresentare.
Accadde che il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiutò di ratificare la legge che faceva ricadere tutto il peso della crisi sulle spalle dei cittadini e indisse, su richiesta di questi ultimi, un referendum, di modo che questi si potessero esprimere.
La comunità internazionale aumentò allora la propria pressione sullo stato islandese. Olanda ed Inghilterra minacciarono pesanti ritorsioni, arrivando a paventare l'isolamento dell'Islanda. I grandi banchieri di queste due nazioni usarono il loro potere ricattare il popolo che si apprestava a votare. Nel caso in cui il referendum fosse passato, si diceva, verrà impedito ogni aiuto da parte del Fmi, bloccato il prestito precedentemente concesso. Il governo inglese arrivò a dichiarare che avrebbe adottato contro l'Islanda le classiche misure antiterrorismo: il congelamento dei risparmi e dei conti in banca degli islandesi. “Ci è stato detto che se rifiutiamo le condizioni, saremo la Cuba del nord – ha continuato Grímsson nell'intervista - ma se accettiamo, saremo l’Haiti del nord”.
A marzo 2010, il referendum venne stravinto, con il 93 per cento delle preferenze, da chi sosteneva che il debito non dovesse essere pagato dai cittadini. Le ritorsioni non si fecero attendere: il Fmi congelò immediatamente il prestito concesso. Ma la rivoluzione non si fermò. Nel frattempo, infatti, il governo – incalzato dalla folla inferocita – si era mosso per indagare le responsabilità civili e penali del crollo finanziario. L'Interpool emise un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. Gli altri banchieri implicati nella vicenda abbandonarono in fretta l'Islanda.
In questo clima concitato si decise di creare ex novo una costituzione islandese, che sottraesse il paese allo strapotere dei banchieri internazionali e del denaro virtuale. Quella vecchia risaliva a quando il paese aveva ottenuto l'indipendenza dalla Danimarca, ed era praticamente identica a quella danese eccezion fatta per degli aggiustamenti marginali (come inserire la parola 'presidente' al posto di 're').
Per la nuova carta si scelse un metodo innovativo. Venne eletta un'assemblea costituente composta da 25 cittadini. Questi furono scelti, tramite regolari elezioni, da una base di 522 che avevano presentato la candidatura. Per candidarsi era necessario essere maggiorenni, avere l'appoggio di almeno 30 persone ed essere liberi dalla tessera di un qualsiasi partito.
Ma la vera novità è stato il modo in cui è stata redatta la magna charta. "Io credo - ha detto Thorvaldur Gylfason, un membro del Consiglio costituente - che questa sia la prima volta in cui una costituzione viene abbozzata principalmente in Internet".
Chiunque poteva seguire i progressi della costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte. Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi. La costituzione scaturita da questo processo partecipato di democrazia diretta verrà sottoposta al vaglio del parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni.
Ed eccoci così arrivati ad oggi. Con l'Islanda che si sta riprendendo dalla terribile crisi economica e lo sta facendo in modo del tutto opposto a quello che viene generalmente propagandato come inevitabile. Niente salvataggi da parte di Bce o Fmi, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione.
Lo sappiano i cittadini greci, cui è stato detto che la svendita del settore pubblico era l'unica soluzione. E lo tengano a mente anche quelli portoghesi, spagnoli ed italiani. In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese. Cosa accadrebbe se lo scoprissero tutti?


Prelevato da  www.disinformazione.it 

giovedì 29 settembre 2011

Come nasce una crisi economica





mercoledì 21 settembre 2011

Ritagli di vacanza





Viaggio a ROMA

La mia gita lampo di 4 giorni nella Capitale è stata bella e gratificante. Il tempo non ha fatto i soliti capricci , sole splendente e cielo azzurro mi hanno accompagnato sempre , e nonostante i 32/34 gradi raggiunti  si resisteva benissimo, il venticello de Roma ha lavorato con la sua consueta alacrità e bastava un piccolo tratto di ombra per scrollarsi di dosso la calura.
Inutile sprecare parole per definire Roma , la bellezza della Città eterna è famosa in tutto il mondo.
Personalmente sono rimasto affascinato dagli scorci  soavi e romantici di Roma   alternati alla  grandiosità e imponenza dei monumenti e chiese. 
Il mio è stato un po’ un tour de force, in quanto sono riuscito a visitare moltissimi luoghi in poco tempo, ovviamente per visitare bene la Città ci vorrebbero almeno 15 giorni , quindi  seguendo le parole della canzone “ arrivederci Roma” il ritorno appare quasi scontato.
Il viaggio è iniziato con il mitico treno Frecciarossa , partenza 08,12 da Torino Porta Nuova , arrivo a Roma Termini alle 12,29 , un vero record , si viaggiava in certi tratti a oltre i 300 km. orari. Le carrozze del freccia rossa sono comode e confortevoli e la velocità non si avverte.
Con la mia dolce consorte abbiamo alloggiato in un  Hotel centrale vicino alla stazione Termini  con  metropolitana e ogni tipo di trasporto pubblico poco distanti.
La camera matrimoniale dell’hotel era pulitissima e profumata , aria condizionata, servizi , bagno con doccia ,TV, frigorifero , cassaforte e addirittura i vetri doppi per isolare la camera dai rumori esterni.
Direte … Chissà quanto Ti è costata?  eh..eh.. Pochissimo, nella reception dell’Hotel c’era scritto 180 euro a notte. Abbiamo pagato solo 72 euro a notte, con prima colazione inclusa. Come ho fatto? Semplice, ho prenotato online tramite Booking.com , 32 ore circa prima di partire.  Questa società lavora molto bene , compra pacchetti di stanze negli alberghi che poi vengono offerte ad un prezzo variabile, in base alla richiesta del momento. Quando sono entrato nel sito ero non poco titubante , non conoscevo questo gruppo e neanche le modalità di approccio online.
 Dopo aver scelto una decina di Hotel papabili , in base al prezzo e posizione , ho iniziato a saltare da una proposta all’altra , quando è arrivata l’occasione ho creato una carta di credito virtuale e bloccato la camera in pochi minuti.
Alla Stazione di Termini ho acquistato 2 abbonamenti per usufruire di tutti i mezzi pubblici della Città e con soli 11 euro a testa abbiamo girato Roma in lungo e in largo.
Alla sera si pianificava un itinerario, il mattino seguente si partiva alle 07,15 per onorare quanto programmato. 
Ok, per ora chiudo qui , non vorrei annoiarvi dilungandomi troppo. Prossimamente posterò altri dettagli sulla gita a  Roma. Qui sotto ho realizzato un montaggio video delle mie foto.


      


lunedì 12 settembre 2011

SOS VACANZA





Domani mattina prestissimo parto , un piccolo residuo
 di vacanza  è rimasto in sospeso, devo assolutamente
 provvedere. 
Località ancora da decidere, forse Roma. 
Torno presto.  Un abbraccio a tutti.

giovedì 8 settembre 2011

Come impedire il copia incolla



Capita spesso nel web che i propri scritti personali ,  poesie ,o quant'altro ci appartengono  intellettualmente vengano prelevati e pubblicati senza chiedere l'autorizzazione e senza citarne la fonte.
Esiste un modo semplicissimo per complicare un po' la vita a costoro.
Nel post in cui vogliamo impedire il copia incolla , magari abbiamo creato una stupenda poesia e ne siamo gelosi.  
Dopo aver cliccato HTML in alto a sinistra , aggiungere questo codice al fondo del linguaggio HTML del Vostro post, tale quale.



<script language='JavaScript'>
<!--

var message=" Scusa ma non si può! ";

function clickIE4(){
if (event.button==2){
alert(message);
return false; } }

function clickNS4(e){
if (document.layers||document.getElementById&&!document.all){
if (e.which==2||e.which==3){
alert(message);
return false; } } }

if (document.layers){
document.captureEvents(Event.MOUSEDOWN);
document.onmousedown=clickNS4;
}
else if (document.all&&!document.getElementById){
document.onmousedown=clickIE4;
}

document.oncontextmenu=new Function("alert(message);return false")

// -->
</script>




L'unico intervento che potete fare è cambiare la scritta tra le virgolette che ho evidenziato in rosso.
Potete scrivere che ne so? Giù le mani! Qui non si ruba !, o cosa vi passa per la testa , l'importante che sia consono all'argomento trattato.
Naturalmente chi vorrà gratificarvi postando nel proprio blog il Vostro post citandone la fonte, credo potrà essere accontentato tramite mail. Semplice no? Ciao a tutti.


N.B. Premetto che gli esperti in materia possono tranquillamente aggirare il sistema, ma un po' di selezione viene fatta.





domenica 4 settembre 2011

Autoplay per video youtube



Alcuni Amici di blogger mi hanno chiesto istruzioni per far  partire i video youtube in automatico.
Ho pensato di creare un post inerente a questa funzione opzionale aggiuntiva, non sono un esperto
in materia , ma curiosando in giro e smanettando non poco, ho trovato un' ottima soluzione che da
parecchi mesi utilizzo con successo.
Scegliete il video, cliccate su condividi, cliccate codice da incorporare, scegliere il formato del video, cliccare sulla casella  " usa vecchio codice di incorporamento". Cliccare con il tasto destro sul codice
HTML e copiarlo.

Incollatelo nel blog , esattamente come fate normalmente con i video youtube... Ma attenzione !
ora dovete copiare ed inserire questa scritta      &autoplay=1    Nel posto che vi indicherò.

Questo sotto è il codice normale senza autoplay

<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dBrDkf-BCyU?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dBrDkf-BCyU?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>

-------------------------------------------------------------------------------------------------

Questo sotto è il codice modificato,  la scritta    &autoplay=1   dovrà essere inserita dopo la seconda ripetizione di  http://www.youtube.com ecc. ecc.ecc..  esattamente tra la _IT " e le virgolette in alto.

Esempio definitivo
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dBrDkf-BCyU?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dBrDkf-BCyU?version=3&amp;hl=it_IT  &autoplay=1  " type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>

Spero di essere stato chiaro , se avete problemi contattatemi pure.


giovedì 1 settembre 2011

Triste anniversario



2 settembre 2003 , una Stella si è aggiunta al cielo.
Ciao ... indimenticabile Piccola Sara.






Ringrazio Francesco Guccini per questo testo pieno di analogie con la tragedia di Sara e di molti altri giovani innocenti che lasciano questo mondo per colpa dell'imprudenza alla guida.
I morti in incidenti stradali sono sempre troppi , basta con queste stragi !

Prudenza Ragazzi ... Non buttate Via la Vostra Vita!