lunedì 24 novembre 2008

Morire a scuola


UNA MORTE ASSURDA! c'è da vergognarsi!

Sabato mattina a Rivoli, nell'hinterland torinese, al liceo scientifico "Charles Darwin" il crollo della controsoffittatura di un'aula ha provocato la morte di Vito Scafidi, 17 anni e anche il ferimento grave di un altro 17enne, Andrea Macrì, e quello di un'altra ventina di persone.
Tra i ricoverati all'ospedale Cto di Torino, oltre ad Andrea -- che sarà operato di nuovo domani per un intervento già previsto di stabilizzazione alla colonna vertebrale -- ci sono anche Cinzia Palumbo, con una prognosi di 20 giorni e Federica Ariotti con una di 60 giorni, due tra i giovani che hanno riportato le ferite più gravi nell'incidente.
24/11/2008 (11:50)
Quanto vale una vita?
GLI STUDENTI DEL LICEO DARWIN DI RIVOLI, lettera inviata alla stampa.
Cari lettori, questa lettera è indirizzata a tutti voi, indistintamente. Non importa se abbiate figli o meno, se essi vadano in una scuola pubblica o in una privata, non importa nemmeno quale ideologia politica abbiate. Non c’è divisione che tenga, di fronte a certe cose. Ci si può solamente ritrovare, uniti, nel dolore e nello sgomento. Onorevole Ministro, questa lettera è indirizzata anche a lei, perché, che si critichi o meno la sua riforma, è lei che ha il potere - ma soprattutto il dovere - di far sì che le cose cambino in questo Paese, che tragedie come questa non possano più accadere.Cari genitori e parenti di Vito, questa lettera è anche - e soprattutto - per voi, per farci sentire vicini nell’ingiusto destino che ha visto il vostro amato Vito vittima incolpevole. Perché sarebbe potuto esserci chiunque di noi, al suo posto, sotto le macerie di quel maledetto controsoffitto. Sappiamo quanto sia difficile evitare la retorica di fronte a disgrazie come questa, perché di fronte ad avvenimenti così terribili, la mente non riesce ad essere lucida, e allora si aggrappa alle fragili certezze delle frasi fatte. Proveremo ad evitarle ma, nel caso non ci riuscissimo, sappiate perdonarcelo.Non è mai giusto che un ragazzo muoia.Non è giusto che muoia mentre è a scuola.In un attimo, proprio in quella scuola dove ci si crede protetti, capita il più orrendo dei tradimenti. In un’aula, dove magari molti di noi hanno trascorso uno dei loro anni di liceo, un controsoffitto cade, a causa di un tubo di cui nessuno ricordava più l’esistenza, lasciato lì perché sarebbe costato troppo rimuoverlo. E allora crolla tutto: il senso di protezione che l’edificio ci dava, la già scarsa fiducia dell’interessamento delle istituzioni, la speranza e l’entusiasmo che ci caratterizzano. Tutti i ricordi, belli e brutti, vengono spazzati via da questa tragedia, che rimarrà sempre nelle nostre menti, come ricordo indelebile degli anni passati in questa scuola. Come si può pretendere di garantire il diritto allo studio, quando non si riesce nemmeno a garantire la sicurezza di entrare in una scuola e di uscirne vivi? Si è incolpato prima il vento, poi una terribile fatalità, ma alcune domande sorgono lo stesso spontanee. Possibile che in una scuola esista una controsoffittatura di cui - secondo le parole di alcuni - pochi sarebbero a conoscenza, una controsoffittatura che non permette di vedere cosa nasconde? Com'è possibile fare dei controlli seri per la sicurezza se non si è in grado di verificare lo stato dei fili di acciaio, dei tubi che scorrono sotto i mattoni? Se fosse stato possibile, forse ci si sarebbe accorti di cavi che non sono riusciti a reggere nemmeno una porta sbattuta dal vento, per quanto violento fosse. No, il problema è un altro. La causa è un'altra. Il sistema dei finanziamenti per la sicurezza, che guarda più alla forma che al contenuto. Tutti noi sappiamo che le aule hanno i neon senza copertura, che l'impianto elettrico a volte fa quello che gli pare, che in alcune stanze ci sono crepe nei muri. Il problema è che la scuola, per gli interventi più importanti, anche avesse i soldi, non potrebbe fare niente, in quanto è la Provincia che deve operare sui suoi edifici. Così, le scuole si devono limitare al pro-forma, a dare l'apparenza della sicurezza, mettendo cartelli di avviso pericolo pavimento scivoloso, o le strisce gialle e nere per segnalare l'apertura di porte e finestre.Le migliaia di euro spese per rifare la facciata sono un altro, triste segnale di questa tendenza. Certo, a chi non fa piacere una scuola con una bella facciata? Fa sempre un bell’effetto ed è sicuramente piacevole da vedere, ma se si dà la precedenza all’esteriorità piuttosto che alla sicurezza, allora non ci stiamo. Bisogna facilitare le procedure per intervenire sulla sicurezza nelle scuole, permettendo anche il diretto intervento dell’istituto che, essendo chiamato in causa in prima persona, conosce meglio i problemi da risolvere. Così che i - piccoli - finanziamenti che l'istituto riceve possano essere messi da parte per opere importanti, e non spesi ogni anno in lavori minori, che sono gli unici per cui non deve passare attraverso la Provincia. Finché le cose rimarranno così, i Presidi avranno le mani legate, e non potranno far altro che vedere la loro scuola consumarsi lentamente.Ministro, ora ci rivolgiamo direttamente a lei. Lei ha detto di aver stanziato finanziamenti per mettere in sicurezza le cento scuole più a rischio d’Italia, con particolare attenzione alle zone sismiche. La domanda che ci viene subito in mente è: la nostra scuola sarebbe rientrata in quelle cento? Non è messa poi così male in confronto ad altre: non sorge in una zona sismica, né in una zona a pericolo alluvioni, essendo su una collina. Eppure da noi gli studenti muoiono, rimangono feriti gravemente. Allora, se una scuola così, all’apparenza normale, diventa scenario di una tragedia che fa venire i brividi a noi, che eravamo presenti, pensando a cosa ci sarebbe potuto accadere, forse bisognerebbe finanziare maggiormente la sicurezza nelle scuole. Se uno Stato non riesce a garantire il diritto di vivere ai propri cittadini, allora non ha senso che garantisca gli altri diritti. Noi non possiamo far altro che lanciare questo appello, impotenti come ci sentiamo di fronte a questa tragedia, e stringerci in un abbraccio alla famiglia di Vito e a tutti i ragazzi come noi, rimasti vittime del crollo, in particolare ad Andrea, che lotta per tornare alla vita di tutti i giorni. Tenete duro.
Bellissima lettera.....grazie Ragazzi, un abbraccio a Voi e alla Famiglia di Vito! adamus

13 commenti:

Paola ha detto...

E' una scandalosa vergogna! La lettera che hai pubblicato fa venire i brividi. Purtroppo in Italia è tutto un "pro-forma", tutto si basa sull'esteriorità per nascondere quelli che sono i veri problemi,in ogni campo...intanto un ragazzo è morto e gli altri chissà come e quando ne verranno fuori ...cosa si può fare di fronte a certi avvenimenti?ci sentiamo sconvolgere da un alto senso di rabbia e ribellione, ma non possiamo fare niente di concreto.
C'è di che essere avviliti e sconcertati.
Ti saluto, caro Adamus, buona serata.

Gabry in blog Belella ha detto...

Ho visto i TG .....ho una pena dentro per quella povera madre che si chiede perchè il figlio debba morire a scuola, una grande rabbia per quel cretino che dice che è stata una fatalità (lo stesso che da dell’abbronzato a Obama …)
che schifo di paese è questo?
.... che vergogna!

Un saluto e buona giornata Adamus.

Paola ha detto...

Le scuole sono quasi tutte a rischio...se ne parla solo quando ci scappa il morto . Qui in Italia è una vergona , niente funziona e non si ha neanche la minima intenzione di farla funzionare ; ma è anche un po' colpa nostra , che non urliamo abbastanza e non denunciamo quanto giornalmente accade sotto i nostri occhi.
Buona giornata Adamus
Paola

Anonimo ha detto...

Nonna di Sara ha detto,é assurdo,
morire cosi'Tutti questi ragazzi
avranno sempre questa terribile
tragedia davanti hai loro occhi.
Povero Vito,quanta tristezza,
per i suoi genitori e tutti chi
lo amavano....Ciao Adamus.

stella ha detto...

Sono vicina alla famiglia di Vito.

Sei di Torino e dei Pesci...due caratteristiche in comune.

rosy ha detto...

Tristezza! Solo tanta tristezza!
Ciao adamus

chicchina ha detto...

Spesso i ragazzi vengono accusati di disinteresse,superficialità,ma stanno dimostrando,al contrario di avere le idee molto chiare,quando devono affrontare problemi seri.La lettera, toccante,ma precisa ed impietosa nella sua analisi,ne è una prova.Purtroppo restano l'amarezza,il dolore ed in sentimento di impotenza di fronte a tali tragedie,superficialmente qualificate come pura fatalità.

solopoesie ha detto...

ADAMS
Ho ancora i brividi per quello che è successo al povero Vito.
Non si può morire a solo di 17 anni così ,
mi piange il cuore e dire come battuta e come siamo solito dire: era un bravo ragazzo e per questo Dio l' ha voluto con se e che si e trasformato in un angelo e andrà in paradiso , diciamo che è una stupidaggine a mio parere .
Lasciamo Dio da parte .....solo
a pensare a questa cosa terribile che è successa ad un ragazzo giovane come lui .

Lui è morto e quell’altro sta rischiando la paralisi non è certo stato per una fatalità come dice Berluscone , tutt’altro, quanto è infatti successo è successo per incuria e soprattutto per
l' incompetenza di colui che ha progettato quel controsoffitto, la maggiore colpa va a quell'ingegnere della sicurezza che ha messo la sua firma e dato il callaudo a un’opera che non era sicura!!!

Se la colpa e solo sua spero che pagherà per quello che è successo.
Ma il sospetto che ne lui e ne nessuno pagherà è sconfortante.
L’incazzatura mi mi fa perdere la speranza, diciamo che siamo in Italia il paese dello scarica-barile e tocchiamo ferro che non accada ancora altrimenti toccherà al “fato” dirci dove andare a ....piangere la prossima volta .

Che dire dei politici? Per quanto riguarda loro, stanno esprimendo la loro “indignazione standard” come da copione,
Non facciamoci illusioni di cambiamenti, tanto non avverranno , anche se ne avremmo un gran bisogno, di questi cambiamenti.

Certo che queste tragedie non succedono solo in Italia e che all'estero non succeda niente e che tutto sia perfetto.
L´umanità e´ la stessa ovunque.

Ciao Adam .Anzi Buona notte a presto
•.•´¯`•CIAO´¯`•LINA

Saverio ha detto...

Anche questa è una delle tante vergogne italiane. Il senso di responsabilità che si scopre nella lettera da te pubblicata è toccante.Questi nostri giovani ci fanno sperare in un domani con una migliore coscienza sociale.
Ciao, buona serata.

tarta ha detto...

potrei come al solito diventare troppo polemica .... si continua a tagliare .... e i deboli subiscono
le scuole dovrebbero essere strutture supersicure ....
tristezza

Lucien ha detto...

E pensare che anch'io ho un figlio che frequenta proprio un quarta G di un altro dei tanti licei fatiscenti della nostra penisola. Quando ho sentito la notizia mi sono venuti i brividi oltre che lacrime di rabbia.

XPX ha detto...

Davvero uno scandalo tutto italiano.

stella dell 'est ha detto...

Uno dei ragazzi ,rimasto in carrozzella ,quest'anno ha partecipato alle Paralimpiadi ed ha dedicato la medaglia al compagno che ha perso la vita quel tragico giorno.