lunedì 29 dicembre 2008

inverno

Oggi ho scattato queste 2 foto dalla mie finestre, scenario di un freddissimo inverno, pieno di neve e gelo! Approfitto per farvi tantisimi auguri per un magnifico 2009 per Voi e la Vostre Famiglie, al calduccio !




venerdì 26 dicembre 2008

Per rilassarsi, Neruda

Il vento è un cavallo
senti come corre
per il mare, per il cielo.
Vuol portarmí via, senti
come percorre il mondo
per portarmi lontano.
Nascondimi, tra le tue braccia
per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe
contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.
Senti come il vento
mi chiama galoppando
per portarmi lontano.
Con la tua fronte sulla mia fronte,
con la tua bocca sulla mia bocca,
legati i nostri corpi
all'amore che ci brucia,
lascia che il vento passi
senza che possa portarmi via.
Pablo Neruda

domenica 21 dicembre 2008

Buon Natale Cari Amici

Un omaggio ai miei Carissimi Amici di Blogger

Volevo solo dirvi..... siete speciali, Tantissimi Auguri e tanta felicità!
il video è per Voi

Ora giocate con questi link, partecipando usando il mouse

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mercoledì 17 dicembre 2008

la saggezza di Epicuro insegna


La saggezza di Epicuro è illuminante, avrò letto cento volte questo suo scritto e ogni volta scopro dei significati e insegnamenti nuovi e sopratutto a non temere la morte!


Lettera sulla felicità (a Meneceo)di Epicuro - Meneceo,(122) Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire.Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla.(123) Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice.Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità.Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.(124) Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo.Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità.(125) Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.(126) Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte.Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mal nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte.(127) Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento.Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario.Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.(128) Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia.Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

martedì 9 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

un mito




Jim Morrison, un mito!
Il leader e cantante dei Doors moriva il 3 luglio 1971 a Parigi. Nella sua trasgressione l'inquietudine di una generazione


«Quando il mio corpo sarà cenere il mio nome sarà leggenda». Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo. Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un'epoca in cui rock era ancora vivo. Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell'Ucla aveva conosciuto l'altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un'icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto. Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 35 anni fa, in un albergo di Parigi. La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l'inizio della leggenda. Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie.
La tomba di Morrison al Père Lachaise ( da Internet)E' una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali. Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo. Per evitare equivoci l'ha intitolato «Vivo!». Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell'immortalità terrena, il viaggio a Lachaise, E' il camposanto degli artisti e delle celebrità. Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava. Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell'area californiana.
Un estratto di «Riders of the storm» da «L. A. Woman»
A Parigi Morrison cercava una nuova vita. Era arrivato il 12 marzo del '71, appena terminata l'incisione di LA Woman, l'ultimo album dei Doors. E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua «compagna cosmica» cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee. Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l'amica regista Agnés Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni. Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie The Lords And The New Creatures è un successo, LA Woman, appena uscito, pure. Ma quando arriva l'estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l'entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all'isolamento. Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971. Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all'estremo. Poche persone per l'addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall'inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend... Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall'effetto combinato di eroina e alcol. Pamela morirà di overdose tre anni dopo. This is the end, my only friend, the


end….


alcune frasi celebri di Jim Morrison


Se tu fossi una lacrima, io non piangerei per paura di perderti


A volte il vincitore é semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.


Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.


C'è il sacro terrore della morte, ma la morte è un fatto naturale, credo che la morte sia un'amica dell'uomo, perché mette fine a quel grande dolore che è la vita.


Darei la vita per non morire.


Darei tutti i miei giorni per un unico ieri.


Datemi un sogno in cui vivere, perché la realtà mi sta uccidendo.


Il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai.


La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.


Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente.


Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.


Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.


Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.


Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.


Sogna perchè nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti puo' dare.


Vivi la vita attimo per attimo perché ogni attimo potrebbe essere l'ultimo.

martedì 2 dicembre 2008

rocky


Rocky Saluta tutti gli Amici del Blog!

sabato 29 novembre 2008

poesia contro la guerra




una guerra
Un giorno era tutto una serra
poi venne la guerra
L' enorme aereo rombante
con triste mostruoso cinismo
dall'alto spargendo, distrusse.
Nell' aria incantata si ruppe
l'eterno cantare del bosco
e giunsero grondanti le truppe
di sangue che io non conosco
La pelle era chiara diversa
la fede l'avevano persa
venivan da molto lontano
da molte migliaia di miglia
per fare di questo un pantano
lasciando la loro famiglia
Negli occhi leggevi il terrore
i feriti gridavano Mamma
e molti contavan le ore
gli altri puntavan la canna!

adamus, nov. 2008

lunedì 24 novembre 2008

Morire a scuola


UNA MORTE ASSURDA! c'è da vergognarsi!

Sabato mattina a Rivoli, nell'hinterland torinese, al liceo scientifico "Charles Darwin" il crollo della controsoffittatura di un'aula ha provocato la morte di Vito Scafidi, 17 anni e anche il ferimento grave di un altro 17enne, Andrea Macrì, e quello di un'altra ventina di persone.
Tra i ricoverati all'ospedale Cto di Torino, oltre ad Andrea -- che sarà operato di nuovo domani per un intervento già previsto di stabilizzazione alla colonna vertebrale -- ci sono anche Cinzia Palumbo, con una prognosi di 20 giorni e Federica Ariotti con una di 60 giorni, due tra i giovani che hanno riportato le ferite più gravi nell'incidente.
24/11/2008 (11:50)
Quanto vale una vita?
GLI STUDENTI DEL LICEO DARWIN DI RIVOLI, lettera inviata alla stampa.
Cari lettori, questa lettera è indirizzata a tutti voi, indistintamente. Non importa se abbiate figli o meno, se essi vadano in una scuola pubblica o in una privata, non importa nemmeno quale ideologia politica abbiate. Non c’è divisione che tenga, di fronte a certe cose. Ci si può solamente ritrovare, uniti, nel dolore e nello sgomento. Onorevole Ministro, questa lettera è indirizzata anche a lei, perché, che si critichi o meno la sua riforma, è lei che ha il potere - ma soprattutto il dovere - di far sì che le cose cambino in questo Paese, che tragedie come questa non possano più accadere.Cari genitori e parenti di Vito, questa lettera è anche - e soprattutto - per voi, per farci sentire vicini nell’ingiusto destino che ha visto il vostro amato Vito vittima incolpevole. Perché sarebbe potuto esserci chiunque di noi, al suo posto, sotto le macerie di quel maledetto controsoffitto. Sappiamo quanto sia difficile evitare la retorica di fronte a disgrazie come questa, perché di fronte ad avvenimenti così terribili, la mente non riesce ad essere lucida, e allora si aggrappa alle fragili certezze delle frasi fatte. Proveremo ad evitarle ma, nel caso non ci riuscissimo, sappiate perdonarcelo.Non è mai giusto che un ragazzo muoia.Non è giusto che muoia mentre è a scuola.In un attimo, proprio in quella scuola dove ci si crede protetti, capita il più orrendo dei tradimenti. In un’aula, dove magari molti di noi hanno trascorso uno dei loro anni di liceo, un controsoffitto cade, a causa di un tubo di cui nessuno ricordava più l’esistenza, lasciato lì perché sarebbe costato troppo rimuoverlo. E allora crolla tutto: il senso di protezione che l’edificio ci dava, la già scarsa fiducia dell’interessamento delle istituzioni, la speranza e l’entusiasmo che ci caratterizzano. Tutti i ricordi, belli e brutti, vengono spazzati via da questa tragedia, che rimarrà sempre nelle nostre menti, come ricordo indelebile degli anni passati in questa scuola. Come si può pretendere di garantire il diritto allo studio, quando non si riesce nemmeno a garantire la sicurezza di entrare in una scuola e di uscirne vivi? Si è incolpato prima il vento, poi una terribile fatalità, ma alcune domande sorgono lo stesso spontanee. Possibile che in una scuola esista una controsoffittatura di cui - secondo le parole di alcuni - pochi sarebbero a conoscenza, una controsoffittatura che non permette di vedere cosa nasconde? Com'è possibile fare dei controlli seri per la sicurezza se non si è in grado di verificare lo stato dei fili di acciaio, dei tubi che scorrono sotto i mattoni? Se fosse stato possibile, forse ci si sarebbe accorti di cavi che non sono riusciti a reggere nemmeno una porta sbattuta dal vento, per quanto violento fosse. No, il problema è un altro. La causa è un'altra. Il sistema dei finanziamenti per la sicurezza, che guarda più alla forma che al contenuto. Tutti noi sappiamo che le aule hanno i neon senza copertura, che l'impianto elettrico a volte fa quello che gli pare, che in alcune stanze ci sono crepe nei muri. Il problema è che la scuola, per gli interventi più importanti, anche avesse i soldi, non potrebbe fare niente, in quanto è la Provincia che deve operare sui suoi edifici. Così, le scuole si devono limitare al pro-forma, a dare l'apparenza della sicurezza, mettendo cartelli di avviso pericolo pavimento scivoloso, o le strisce gialle e nere per segnalare l'apertura di porte e finestre.Le migliaia di euro spese per rifare la facciata sono un altro, triste segnale di questa tendenza. Certo, a chi non fa piacere una scuola con una bella facciata? Fa sempre un bell’effetto ed è sicuramente piacevole da vedere, ma se si dà la precedenza all’esteriorità piuttosto che alla sicurezza, allora non ci stiamo. Bisogna facilitare le procedure per intervenire sulla sicurezza nelle scuole, permettendo anche il diretto intervento dell’istituto che, essendo chiamato in causa in prima persona, conosce meglio i problemi da risolvere. Così che i - piccoli - finanziamenti che l'istituto riceve possano essere messi da parte per opere importanti, e non spesi ogni anno in lavori minori, che sono gli unici per cui non deve passare attraverso la Provincia. Finché le cose rimarranno così, i Presidi avranno le mani legate, e non potranno far altro che vedere la loro scuola consumarsi lentamente.Ministro, ora ci rivolgiamo direttamente a lei. Lei ha detto di aver stanziato finanziamenti per mettere in sicurezza le cento scuole più a rischio d’Italia, con particolare attenzione alle zone sismiche. La domanda che ci viene subito in mente è: la nostra scuola sarebbe rientrata in quelle cento? Non è messa poi così male in confronto ad altre: non sorge in una zona sismica, né in una zona a pericolo alluvioni, essendo su una collina. Eppure da noi gli studenti muoiono, rimangono feriti gravemente. Allora, se una scuola così, all’apparenza normale, diventa scenario di una tragedia che fa venire i brividi a noi, che eravamo presenti, pensando a cosa ci sarebbe potuto accadere, forse bisognerebbe finanziare maggiormente la sicurezza nelle scuole. Se uno Stato non riesce a garantire il diritto di vivere ai propri cittadini, allora non ha senso che garantisca gli altri diritti. Noi non possiamo far altro che lanciare questo appello, impotenti come ci sentiamo di fronte a questa tragedia, e stringerci in un abbraccio alla famiglia di Vito e a tutti i ragazzi come noi, rimasti vittime del crollo, in particolare ad Andrea, che lotta per tornare alla vita di tutti i giorni. Tenete duro.
Bellissima lettera.....grazie Ragazzi, un abbraccio a Voi e alla Famiglia di Vito! adamus

sabato 22 novembre 2008

Giù le mani dai Nostri blog!

Free Blogger

Andate tutti a vedere il sito di Beppe Grillo, Vogliono ammazzarci i blog!!!

il mio consiglio è quello di annotarsi i nomi dei Parlamentari e del loro Partito di appartenenza e cancellarli definitivamente dalle Nostre future scelte elettorali.........per sempre!! Siamo in tanti, forse è la volta buona che possiamo mandarli a lavorare in fabbrica
http://www.beppegrillo.it/

giovedì 20 novembre 2008

Paolo e Francesca





La storia di Paolo e Francesca a distanza di moltissimi anni, continua ad appassionare , i Giovani Amanti uccisi da Gianciotto Malatesta, perchè sorpresi a baciarsi. Anche Dante si occuperà di loro nella Divina Commedia


Pare che Francesca fosse stata ingannata da suo Padre, le due ricche Famiglie, combinarono il matrimonio per procura, Il patto venne suggellato da un matrimonio che coinvolse la giovane Francesca da Polenta e il più anziano, storpio Gianciotto Malatesta. Per guadagnare l'approvazione della giovane a un matrimonio in fondo svantaggioso solo per lei, la tradizione dice che il procuratore fu il più giovane e aitante fratello di Gianciotto, Paolo Malatesta, del quale Francesca si invaghì per un malinteso, credendo fosse lui il vero sposo.




«Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense»

(Inferno V, 100-107)





La storia di Paolo e Francesca Dante la conosce molto bene, i due giovani amanti muoiono quando il poeta è poco più che 20anni: sono quindi quasi contemporanei.
Francesca, (Francesca da Rimini) della nobile famiglia dei Da Polenta di Ravenna, sposa di Giangiotto Malatesta, si innamora del fratello di lui, Paolo; ma Giangiotto scopre l’amore segreto dei due giovani e li uccide.
Dante, nel V Canto dell’Inferno, racconta la triste storia dei due amanti, condannati per l’eternità a essere trasportati da una violenta bufera, simbolo della passione che li ha travolti in vita.
Paolo e Francesca si trovano nel cerchio dei lussuriosi, di persone, cioè, che hanno preferito l’amore terreno e passionale all’amore divino.



Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
(Inferno, canto V, vv.127-138)



In questi versi, Francesca racconta il momento più intenso e drammatico della sua vicenda: nelle pagine del romanzo che narra l’amore di Ginevra (sposa di Re Artù) e di Lancillotto, Paolo e Francesca leggono i loro propri sentimenti; spesso i loro occhi si incrociano e l’emozione fa impallidire i loro volti (e scolorocci il viso); tuttavia non trovano il coraggio di rivelare il loro amore fino al momento del bacio fra Lancillotto e Ginevra. Allora Paolo, tremante, bacia Francesca, segnando così il loro destino di passione e di morte.
Il personaggio di Galeotto (Galhaut), che nel romanzo bretone favorisce l’amore illecito fra Ginevra e il cavaliere Lancillotto, diventa per Francesca il libro stesso. La parola "galeotto" rimane anche nell’italiano moderno (in uno dei suoi significati) ad indicare qualcosa o qualcuno che permette o favorisce l’amore fra due persone.



Scusate, ho meso la musica di Giuletta e Romeo, in un certo senso credo vi siano molte analogie tra le due vicende

martedì 18 novembre 2008

Carmina Burana


Carl Orff (Monaco di Baviera, 10 luglio 1895 – Monaco di Baviera, 29 marzo 1982) compositore tedesco, famoso principalmente per i Carmina Burana (1937). Essendosi occupato specificamente anche di pedagogia e didattica, ha influenzato profondamente l’educazione musicale.

I Carmina Burana sono tratti da alcune poesie del XIII secolo composte da giovani studenti di un monastero tedesco. I numerosi temi, dall'amore erotico alla filosofia fino al buon cibo, sono legati dal leitmotiv del tempo che passa inesorabilmente; l’autore crea deliberatamente una musica semplice, per coro e orchestra, articolata intorno a dei ritmi vigorosi, dalle sonorità ricche.

Video assolutamente da non perdere..........Stupendo!!!!!


Pitagora

Ho letto un libro molto interessante sulla saggezza di Pitagora..............................
La saggezza di Pitagora rappresenta l’Antica Saggezza.Ogni grande Maestro rappresenta la saggezza e mai si proclama possessore di essa. Nessuno che conosce il valore della saggezza la possederà come propria o la rappresenterà come la propria saggezza. Uno che la rappresenta come propria è ignorante perché la saggezza è eterna. Non uno dei Maestri o degli Insegnanti del Mondo la rivendica come propria. Quando Krishna insegnava, molto spesso si riferiva agli Antichi ed alla Saggezza insegnata da loro. Allo stesso modo, quando Gautama il Buddha insegnava, diceva: “Così dissero i Buddha dei tempi antichi”. La parola Buddha significa l’Illuminato; disse anche che c’erano 32 Buddha che seguivano il Sentiero prima di lui nell’insegnamento della saggezza, ed egli era il 33° Buddha che seguiva le orme dei precedenti. E’ per questa ragione che è chiamato Tathagata, che significa colui che seguiva il sentiero. Allo stesso modo, quando Gesù il Cristo insegnava diceva: “Questo è quello che Mosè ed i profeti dicevano” Pitagora diede i suoi insegnamenti nello stesso modo. La gente comune sa molto poco sugli insegnamenti di Pitagora. Molta gente sa dell’esistenza di un teorema in geometria sull’angolo retto del triangolo e quel teorema va sotto il nome di Pitagora. Ci sono altri 326 teoremi dati da Pitagora, non tutti sulla geometria, ma su un altro settore dell’Antica Saggezza che possiamo chiamare Matematica Spirituale. Così se vogliamo studiare Pitagora completamente, dovremmo coniare molti nomi per i nuovi settori della saggezza che sono contenuti nei suoi insegnamenti. In questo contesto, desidero dire che esistevano trentatré volumi dati da Pitagora ai suoi discepoli diretti, e questi trentatré volumi sono passati di mano in mano da generazione a generazione fino ad oggi. Coloro che danno questi insegnamenti vivono in molte pari del globo anche oggi poiché gli insegnamenti di Pitagora non appartengono a qualche nazione o razza.
Per esempio, la gente dell’India conosce Pitagora anche senza aver avuto contatto con gli insegnamenti occidentali di Pitagora. L’anno di nascita di Pitagora si suppone sia il 580 a .C. Si pensa che sia nato nell’isola di Samo. In quei tempi, l’insegnamento era piuttosto tradizionale e l’istruzione la si considerava con devozione. Era considerata una iniziazione spirituale. Quando un ragazzo era avviato al leggere ed allo scrivere, era un sacramento. A quei tempi c’erano tre centri dell’Antica Saggezza. Una era in Egitto, un’altra era in India e la terza era in Grecia. Naturalmente, tutti e tre hanno quasi cessato di essere centri dell’Antica Saggezza. In Egitto, oggigiorno, non c’è un centro di istruzione nel suo vero senso. Noi abbiamo la Saggezza dell’Antico Egitto e della Grecia solo nei libri e non nelle città dell’Egitto o della Grecia. Allo stesso modo abbiamo l’Antica Saggezza Indiana nei libri, e fortunatamente, abbiamo circa il dieci per cento delle persone che sono istruite ancora secondo l’Antica Saggezza. Quando Pitagora aveva diciotto anni, perse il padre. C’era un grande uomo, in quei giorni, di nome Talete di Mileto. Talete, che significa Dio Sole, era una delle grandi luci del suo tempo e uno dei grandi Maestri dell’Antica Saggezza. Molte persone da molte parti del mondo andavano a trovarlo e alcuni di loro vissero con lui come suoi discepoli. Pitagora andò a visitarlo. Il grande Maestro Talete lo accettò di buon grado come suo discepolo. Dopo avergli insegnato tutta la sua saggezza, gli consigliò di imbarcarsi per l’Egitto e lì unirsi ai Maestri. Alcuni mercanti aiutarono Pitagora ad imbarcarsi per l’Egitto. In quei giorni, la saggezza era dato solo a studenti selezionati, non era venduta per denaro e non c’era alcuna istituzione di istruzione commerciale come le abbiamo ora. Non si facevano pubblici appelli quale richiamo affinché l’istruzione venisse acquistata. Le gente aveva sviluppato metodi migliori per la sopravvivenza che non per l’istruzione. L’istruzione era qualcosa di molto devozionale e gli insegnanti non erano disponibili a dare istruzione a coloro che volevano commercializzarla. Era così in particolar modo per tre materie: la Medicina , La Legge e la Scienza di Dio o Teologia.
Queste tre materie erano custodite con grande gelosia lontane dalla gente che non credeva che dovessero esser date senza alcuno costo. Per esempio, la Medicina veniva data a quanti fossero disponibili a dare un servizio gratuito. Il governo era solito pagare i dottori, e i dottori dovevano andare in giro per città e villaggi a guarire. Anche dagli avvocati ci si aspettava che aiutassero la gente con gli argomenti legali e il governo li pagava. Gli avvocati avevano piccole tasche sul retro delle loro toghe così che quando qualcuno era soddisfatto, poteva mettere del denaro nella tasca di dietro. Anche oggi, le toghe degli avvocati hanno quelle tasche. Sebbene i dottori e gli avvocati prendano denaro direttamente, la tasca simbolica sul retro rimane ancora come una derisione dell’odierna umanità. I Maestri non furono gentili con Pitagora quando per la prima volta si recò in Egitto. Molto del suo tempo lo trascorreva sottoponendosi a prove e sofferenze, ma egli resistette ad ogni prova. I Maestri allora capirono che non era un’anima comune. Furono pienamente convinti che era nato per fare qualcosa di grande, qualcosa che essi non potevano portare a termine. Essi cominciarono ad insegnarli con grande venerazione, riversando la loro saggezza e i loro cuori in lui. Qualunque Maestro Pitagora avvicinasse, diventava il prediletto di quel Maestro. Era uno dei suoi privilegi. Ma non solo, Pitagora era tra i profeti una eccezione. Gesù il Cristo sottolineava che nessun profeta è riconosciuto nella sua terra. Quando Gesù divenne l’Insegnante del Mondo, mentre egli era adorato e salutato da tutti come il Cristo, fu invitato nella sua terra. Quando fu lì, la gente rideva di lui dicendo: “Questo è Gesù, il figlio del falegname”. Quello era lo stato di ignoranza della sua terra. Gesù sorrideva e diceva: “Nessun profeta è riconosciuto nella sua terra”. Rispetto a ciò, Pitagora rappresentò una grande eccezione ed ebbe maggio successo di ogni altro profeta. Quando ritornò in Grecia come uno dei Grandi Maestri della Saggezza, era onorato dalla sua gente ed era considerato una grande Luce di Saggezza. Le gente era solita rivolgersi a lui come la Luce , il Signore, il Maestro. Egli era così un discepolo prediletto dei suoi insegnanti e l’amato Maestro dei suoi discepoli e seguaci. Ma c’erano anche poche persone che provavano antipatia poiché la gelosia è sempre esistita nel fondo del cuore umano.Pitagora trascorse quasi 22 anni in Egitto, incontrò quasi tutti i Maestri d’Egitto e ricevette il suo insegnamento da loro. Era uno studente in quei centri di apprendimento come Heliopoli, Menf e Tebe.Fu iniziato ai segreti dei matematici, della geometria e della scienza delle stelle, del sistema solare e delle galassie. La scienza delle stelle, in quei giorni, includeva: l’astronomia, l’astrologia, l’astro-psicologia, l’astro-biologia, l’astro-medicina, l’astro-biologia, l’astrolatria e la scienza delle corrispondenze. Se leggi il Trattato sulla Medicina di Ippocrate, troverai la scienza delle corrispondenze e la relazione tra lo zodiaco e la costituzione umana, le funzioni dei vari organi del corpo e dei pianeti, come la struttura umana sua un intero funzionante, come sia olistica, come il sistema solare sia una piccola fotografia del sistema solare. Queste scienze che non esistono nei tempi moderni, esistevano in quei giorni, ed a Pitagora era consentito essere uno studente di quelle scienze.
Pitagora era anche uno studente della scienza del simbolismo. Essa è una scienza sacra nella quale gli esseri umani hanno cercato un passaggio sia dal diciannovesimo secolo. (…)Pitagora fu ammesso come membro delle istituzioni ritualistiche allora esistenti. Egli conosceva il reale valore di un sacramento, come condurlo e quale cambiamento avviene quando si amministra un sacramento. Sapeva come la coscienza si espande e come una tale espansione non è possibile attraverso l’istruzione intellettuale. Uno che conosce la procedura per espandere la coscienza viene chiamato Gran Maestro nei Rituali; diversamente un rituale è solo una cerimonia morta.I Maestri lo ammisero nella scienza dei sacramenti. Gli insegnarono la scienza dei rituali che sono chiamati i Santi e Sacri Rituali. Gradualmente, Pitagora fu fatto un Maestro dei Santi e Ordini Ritualistici. Mentre era in Egitto, Pitagora fu fatto prigioniero dai soldati di Cambise e portato in Babilonia. Fu più tardi rilasciato in circostanze misteriose. Egli colse questa opportunità di fare proprie le ricerche sulla scienza di Dio in Babilonia. Incontrò i capi spirituali dei Magi ed imparò la scienza dei numeri, l’aritmetica, il ramo Caldeo dell’astronomia ed astrologia, come pure la musica. Una delle aspirazioni di Pitagora era quella di vistare l’India. In India ebbe accesso a molti Grandi Maestri della Saggezza e ricevette anche tutti i segreti vedici dai Maestri dei Veda. In India egli finalmente ricevette il titolo di Pytha Guru. La parola Pytha in sanscrito significa un centro internazionale di apprendimento, e Guru significa Maestro Spirituale. Così gli fu conferito il titolo di Maestro Spirituale dell’apprendimento internazionale.
Tratto dal libro “ La Saggezza di Pitagora” (Ekkirala Krishnamacharya)

sabato 15 novembre 2008

Cancro, scoperta dei ricercatori di Candiolo (TO)


Un gene costringe il cancro al suicidio

15/11/2008 - LA SCOPERTA DELL'EQUIPE DI RICERCATORI DELL'ISTITUTO DI CANDIOLO (TO)

La nuova tecnica rallenta la crescita del tumore e ferma le metastasi
MARCO ACCOSSATO
TORINO,La nuova arma contro i tumori è spingere il cancro al suicidio. Inoculando nella cellula malata un gene terapeutico preparato in laboratorio, all'Istituto di Candiolo per la Ricerca e la Cura del Cancro si è riusciti a trasferire con la terapia genica il Dna di un anticorpo in grado di «spegnere» un oncogene responsabile per la crescita invasiva. Gli anticorpi prodotti da questa sorta di cellula-laboratorio e trasferiti alle cellule malate vicine, rallentano la crescita del cancro e impediscono la diffusione delle metastasi. Lo studio, sviluppato dalla dottoressa Elisa Vigna, giovane e brillante ricercatrice dell'Ircc, e dal professor Paolo Comoglio, direttore scientifico dell'Istituto alle porte di Torino, è durato quattro anni e sviluppa una sofisticata tecnologia messa a punto negli stessi laboratori dal professor Luigi Naldini: l'infettività del virus dell’Hiv opportunamente modificato può essere utilizzata come proiettile biologico in grado di trasportare materiale genetico come fosse un farmaco. Un lavoro - quello di Naldini - descritto otto anni fa sulle pagine di Nature, arricchito oggi dal successo della dottoressa Vigna, pubblicato su Cancer Research, organo ufficiale dell’Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro. «Successo - dice la ricercatrice torinese - che incoraggia ulteriori studi sulla cura del cancro attraverso approcci molto promettenti, anche se non ancora applicabili ai pazienti». La terapia genica potrà fornire un'alternativa all'utilizzo degli anticorpi monoclonali convenzionali. «Gli anticorpi convenzionali - dice la dottoressa Vigna - devono essere somministrati solitamente in dosi elevate, il che provoca effetti collaterali e può stimolare una risposta auto-immune dell'organismo». Grazie al trasferimento dei geni terapeutici nella cellula, è il cancro stesso ad autoannientarsi con un’arma naturale che l'organismo è in grado di sintetizzare, secernere e regolare. Una «terapia attiva», com'è stata definita dalla rivista americana. La tecnica è stata sperimentata con risultati positivi su animali di laboratorio trapiantati con cellule umane di Glioblastoma Multiforme, un tumore del cervello per il quale le cure convenzionali presentano molti problemi. La stessa tecnica - che ha come bersaglio l'oncogene Met che interessa circa il 5 per cento di tutti i tumori epiteliali - si è comunque già dimostrata efficace anche nel trattamento di altri tipi di tumore. Per questa ragione, con «cauto ottimismo», i ricercatori dell’Ircc di Candiolo stanno compiendo i passi necessari per organizzare un trial clinico internazionale.

COMPLIMENTI!!!!! RICERCATORI DI CANDIOLO (TO) ho sempre nutrito molta fiducia nei Vostri confronti, continuerò nel mio piccolo a sostenervi.......grazie!
L'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro
La ricerca
La cura
Visite e ricoveri: chi contattare
Altri siti di interesse
L'Istituto di Candiolo è un centro di eccellenza in grado di assicurare ai pazienti il ciclo completo di trattamento nelle fasi di diagnosi e terapia. Un centro dove la stessa Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS e l'Università degli Studi di Torino fanno ricerca, portando un contributo significativo alla sconfitta del cancro, in collegamento con i più prestigiosi centri internazionali ed in collaborazione con l'Harvard University Medical School.Esso è realizzato e finanziato dalla Fondazione ma è stato voluto dai cittadini del Piemonte. Solo grazie al loro generoso e tenace sostegno, infatti, è stato possibile dotare questo Istituto del patrimonio umano e tecnologico che ne fa già oggi un modello di riferimento internazionale per la ricerca e cura del cancro. E solo grazie a loro sarà possibile proseguire l'opera di sviluppo e di consolidamento del Centro.




mercoledì 12 novembre 2008

ombre e luci


Poesia dedicata a mia Figlia Lisa, qualche anno addietro, fu coinvolta in un tragico incidente stradale del sabato sera, fortunatamente scampata, dopo 36 giorni tra la vita e la morte e moltissimi interventi chirurgici.
2 anni dopo in occasione del suo ultimissimo intervento chirurgico per rimuovere il chiodo endomidollare al femore. Mancavano pochi giorni dal suo compleanno, stranamente Lisa aveva molta paura di affrontare l'intervento,dopo tutto quello che aveva passato, questo era solo un piccolo interventino,nonostante questa premessa, Lisa era ugualmente nervosa ,io e mia Moglie distrutti dal calvario percorso con Lisa per ben 2 anni, abbiamo unito tutte le Nostre forze per convincerla a non scappare dall'ospedale.....e con il Cuore spezzato dall'ansia, abbiamo vissuto le ultime 2 ore di angoscia, davanti alla sala operatoria. Poi tutto andò a buon fine! (il Chirurgo si chiamava dott. Capretto) uno dei tanti, che aveva contribuito a salvargli la vita! Ringrazio pubblicamente tutto lo staff Medico e infermieristico dell' Ospedale C.T.O. di Torino, per la grande Professionalità e valore Umano!
Ombre e luci
L'ombra della notte oscura la terra
le nuvole della vita oscurano i cuori
poi l'alito del vento fa scorgere il sole
che scova intrecci di dita nervose
ed occhi sfuggenti, abbagliati da
un'alba in camice bianco, recante
un luccicante trofeo, portato alla luce
da un umano Capretto
Tu con lo sguardo ancora assonnato
sogghigni sulla paura passata
e una fuga non celebrata
claudicante Ti avvii a festeggiare
il Tuo compleanno, alle Tue spalle....
stampelle in soffitta e ombre lontane

adamus

martedì 11 novembre 2008

la leggenda di San Martino


11 novembre, estate di San Martino

Primi giorni di novembre , molto freddo e umidità , Martino, avvolto nel suo mantello,esce a cavallo dalla città , quando nella campagna incontra un povero mendicante. Mal coperto da pochi stracci, batteva i denti, tremava tutto. Martino non aveva nulla con sè: non aveva danaro, non aveva coperte ed allora si tolse il suo mantello e con la spada lo divise in due. Una metà la lasciò al poveretto, con l'altra si coperse alla meglio. E riprese il suo cammino.Poco più innanzi incontrò un altro mendicante, mal coperto anche lui, tutto intirizzito anche lui. Che fare? Martino si tolse la metà del mantello che gli era rimasta e la tagliò ancora in due.: un pezzo diede al poveretto, l'altro tenne per sè. Ma come si fa a coprirsi bene con un quarto di mantello?Il freddo era intenso e Martino doveva compiere un lungo viaggio .Ma ecco che il cielo si rasserena e il sole riscalda e l'aria si fa mite, quasi come in estate.Da quel tempo ogni anno, nei primi giorni di novembre il tempo dovrebbe farsi bello, la temperatura dovrebbe alzarsi, ma purtroppo, non è sempre così, ma è bello pensare ad una Persona molto Generosa premiata !

domenica 9 novembre 2008

la leggenda della bell'Alda



La Sacra di San Michele è una Abbazia Bellissima,un complesso architettonico collocato sul monte Pirchiriano ,fondata nel 996, situata all'inizio della Val di Susa sopra gli abitanti di Sant'Ambrogio e Chiusa di San Michele. È il monumento simbolo della regione Piemonte. Ristrutturato, è affidato alla cura dei padri Rosminiani. Qui nasce la leggenda della bell'Alda.

Quella della Bell’Alda è forse la leggenda più nota della valle di Susa. La fama di questa storia popolare è molto poetica ed in più è legata al monumento principe di questa zona, la Sacra di S.Michele.Non si sa con precisione a quale periodo storico si può far risalire la narrazione. C’è chi dice ai tempi del Barbarossa, c’è invece chi sostiene che gli accadimenti siano avvenuti nel 1300. Fatto sta che si parla di un momento storico in cui la valle era percorsa da mercenari e conquistatori dediti ad ogni sorta di razzia e di torbida azione per cui la gente terrorizzata si rifugiava lassù alla Sacra, che era diventata come un fortino. Durante una di queste incursioni un gruppo considerevole di valligiani era scappato sul Pirchiriano: uomini, donne, bambini speravano di trovare nel monastero la protezione per sottrarsi alla furia dei soldati. Fra di loro c’era anche una giovane bellissima di nome Alda che, proprio per la sua prestanza fisica, era chiamata Bell’Alda.Dopo aver saccheggiato le case a valle i soldati si misero sulle tracce dei fuggiaschi e ben presto salirono al monastero. Qui rubarono tutto il possibile, uccisero i monaci e gli sfollati, non prima però, di aver oltraggiato le donne. Solo Alda riuscì a sottrarsi rifugiandosi in un torrione (che ancora oggi porta il suo nome e di cui restano solo più i ruderi). Qui la giovane si mise a pregare intensamente la Madonna e quando i soldati la raggiunsero raccomandò la sua anima alla Vergine e si buttò nel vuoto piuttosto di finire tra le grinfie di quelle furie umane. La sua fede così viva la salvò: la Madonna mandò in suo soccorso due angeli che discesi dal cielo la presero per mano e l’accompagnarono nel volo depositandola dolcemente a terra.Qualcuno dice che la vanità è femmina e per la Bell’Alda mai proverbio fu più azzeccato. Infatti, quando finirono le scorrerie, passata la paura e tornata la serenità, Alda andò in giro a pavoneggiarsi della sua impresa, ma nessuno dei paesani volle crederle. Allora Alda si infuriò per tanta incredulità e sfidò tutti riproponendo il salto nel vuoto. Ma questa volta la sua superbia fu punita e quando, davanti ai paesani sgomenti, si lanciò dal torrione si sfracellò sulle rocce sottostanti. Di lei non rimase nulla tanto che un detto piemontese recita «’l toc pi gross a l’è l’ouria» ovvero «il pezzo più grosso è l’orecchio».

da questo torrione a strapiombo sulla valle, pare sia avvenuto il salto nel vuoto della bell'Alda

giovedì 6 novembre 2008

Bagna Càuda




La bagna càuda, in Piemontese, letteralmente, salsa calda) è un tipico piatto della cucina piemontese. È un piatto a base di aglio, olio d'oliva ed acciughe salate. La bagna càuda si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione (barbabietole cotte a vapore, specialmente cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, e tante altre. Purtroppo, pur essendo un piatto decisamente appetitoso è molto indigesto, per via dell'aglio, Vi insegno una variante per renderla digeribilissima , anche per i delicati di stomaco. ingredienti per 6 Persone; 7 teste di aglio, 3 etti di acciughe salate, acqua, latte e olio d'oliva leggero(non extravergine). Pulire l'aglio, privandolo anche dell'anima e adagiare gli spicchi in un tegame in terracotta , ricoprire di acqua e far sobbollire l'aglio, quando l'acqua sarà tutta consumata, ricoprire di latte aggiungere le acciughe lavate bene e diliscate, cuocere a fuoco lento rimestando fino a quando non si sarà formata una salsa omogenea (circa 30minuti), a questo punto aggiungere olio di oliva in abbondanza, non fate friggere l'olio, ma solo scaldato.


n.b. il segreto della digeribilità: 1) i vapori dell'aglio si legano al vapore acqueo dell'acqua e si disperdono. 2) non ci sono grassi tipo panna ecc.ecc. 3) l' olio è crudo e non fritto, ma solo ben riscaldato! Vi assicuro che è buonissima! consiglio una Barbera vivace del Monferrato oppure un dolcetto d'Alba. Buon Appetito!


mercoledì 5 novembre 2008

Freddie Mercury, un mito



Ritengo sia una delle migliori voci mai esistite
Freddie Mercury-Biografia "Non voglio cambiare il mondo, lascio che le canzoni che scrivo esprimano le mie sensazioni e i miei sentimenti. Per me la felicità è la cosa più importante e se sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori e tutte le scuse sono da imputare solo a me. Mi piace pensare di essere stato solo me stesso e ora voglio soltanto avere la maggior quantità possibile di gioia e serenità, e immagazzinare quanta più vita riesco, per tutto il poco tempo che mi resta da vivere."(Ultima intervista di Freddie Mercury, 1991). E' il cantante (e che cantante!) e front-man dei Queen.Il suo vero nome era Faroohk Bulsara,è nato a Zanzibar (nell'attuale Tanzania) il 5 Settembre del 1946,i suoi genitori erano inglesi.Il padre era un diplomatico britannico che quindi si spostava di frequente.Freddie vive la sua infanzia a Bombay (in India) dove i suoi insegnanti iniziano a notare la sua predisposizione per la musica e consigliano ai suoi genitori di fargli prendere lezioni di piano.Poco tempo dopo Freddie forma il suo primo gruppo: "The Hectics". Quando Freddie ha 18 anni la sua famiglia si trasferisce in Gran Bretagna,a Feltham,poi a Londra dove Freddie studia all'Istituto d'arte Ealing College,qui incontra Tim Staffell.Dopo aver conosciuto Tim e Brian si accresce in lui l'idea di formare un gruppo.Prima dei Queen,negli anni 60-inizio 70 Freddie milita negli "Ibex" e nei "Wreckage".Quando Tim Staffell lascia gli "Smile",il gruppo in cui suonava il basso e cantava insieme a Brian e Roger,Freddie si unisce a loro e successivamente al gruppo si unisce John Deacon che viene scelto dopo che i tre avevano provato diversi bassisti.Nasce così il gruppo che Freddie chiamerà Queen.Freddie si era ribattezzato Freddie Mercury:Freddie era un nomignolo che gli era stato dato a scuola mentre Mercury era in onore del dio greco mercurio,il messaggero dell'Olimpo.Inizia così un periodo (più di 20 anni) di grande successo che porta Freddie e i Queen al successo mondiale e alla fama che tutti conosciamo.Pur non essendosi mai separato dai Queen ha fatto (come anche Brian e Roger) anche dei progetti da solista:i suoi album sono Mr.Bad Guy uscito nel 1985 e Barcelona (insieme a Montserrat Caballe) uscito nel 1988.Questi album hanno riscosso un buonissimo successo,soprattutto Barcelona che è bellissimo ed unico nel suo genere.Nell'album Barcelona Freddie dimostra tutta la sua passione per l'opera e la sua stima per Montserrat Caballè con la quale nasce anche una forte amicizia. Gli piaceva moltissimo anche Jimi Hendrix sin da quando era ragazzo.Amava molto i gatti,infatti ha dedicato una canzone al suo preferito: Delilah.Gli piacevano anche i fiori,lo champagne e le torte,e amava dare delle feste molto stravaganti.Freddie era una persona molto generosa e sensibile,con la sua musica voleva trasmettere gioia alle persone. Purtroppo nel 1987 ha scoperto di essere ammalato di AIDS,ciò nonostante ha reagito con grande forza e si è impegnato a sfruttare al meglio il suo tempo per realizzare tutte le sue idee. Da questo momento più che mai ha vissuto la sua vita privata in maniera molto riservata ed ha annunciato solo il giorno prima di morire di essere malato di AIDS e ha trascorso i suoi ultimi momenti di vita nella sua casa a Londra circondato dall'affetto dei suoi amici più stretti.Il 24 Novembre del 1991 è scomparso lasciando un grande vuoto nel mondo della musica e nei cuori dei fan ai quali ha dato il suo ultimo saluto alla fine del video di These are the days of our lives. "Se dovessi morire domani, non mi preoccuperei. Dalla vita ho avuto tutto. Rifarei tutto quello che ho fatto? Certo, perché no? Magari un po' diversamente! Io cerco solo di essere genuino e sincero e spero che questo traspaia.



domenica 2 novembre 2008

Apocalyptica

Gli Apocalyptica sono un gruppo musicale Finlandese di violoncellisti di formazione classica, affascinati dal repertorio heavy metal iniziano la Loro brillante carriera , il gruppo si è formato ad Helsinki negli anni 1990.
Ritengo sia una formazione molto interessante e originale, eseguono musica Rock con strumenti da musica classica, sono preparatissimi e molto virtuosi , nelle Loro esecuzioni, riescono sempre creare un'atmosfera suggestiva e misteriosa. Ascoltate tutto il primo brano con attenzione...possiede un crescendo molto coinvolgente , il gruppo pare completamente in trance.. rapito dalla sublime musica.. Fantastici ! ! !
N.B. Questo meraviglioso brano è stato composto da Perttu Kivilaakso ( quello con barba e capelli lunghi) che è stato ed è tutt'ora musicista alla Helsinki Philharmonic orchestra.
Apocalyptica - Farewell





sabato 1 novembre 2008

il Vecchio e il Bambino

Guccini, splendida canzone





Un vecchio e un bambino si preser per mano E andarono insieme incontro alla sera. La polvere rossa si alzava lontano E tutto brillava di luce non vera. L'immensa pianura sembrava arrivare Fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare, E tutto d'intorno non c'era nessuno Solo il tetro contorno di torri di fumo. I due camminavano, il giorno cadeva Il vecchio parlava e piano piangeva. Con l'anima assente,con gli occhi bagnati Seguiva il ricordo di miti passati. I vecchi subiscon le ingiurie degli anni Non sanno distinguere il vero dai sogni, I vecchi non sanno, nel loro pensiero Distinguer nei sogni il falso dal vero. E il vecchio diceva, guardando lontano,"Immagina questo coperto di grano, Immagina i frutti, immagina i fiori E pensa alle voci e pensa ai colori. E in questa pianura fin dove si perde Crescevano gli alberi e tutto era verde, Cadeva la pioggia,segnavano i soli Il ritmo dell'uomo e delle stagioni."Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, E gli occhi guardavano cose mai viste, E poi disse al vecchio con voce sognante"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre."raccontane altre."

sabato 25 ottobre 2008

simpatici animali di adamus

Ripropongo questo mio montaggio fotografico dei miei animali , come potrete notare Rocky, il pastore maremmano è un vero attore burlone, si diverte un mondo farsi truccare per mettersi poi in mostra, Vi assicuro che si diverte veramente è un cane molto particolare, a volte si comporta proprio come una Persona, nonostante un passato pieno di sofferenza, Rocky è intelligentissimo è buono! Se volete conoscere la sua storia, cliccate qui.... http://adamus-adamus.blogspot.com/search/label/la%20vera%20storia%20di%20Rocky

When A Blind Man Crie


Questo è il bellissimo brano dei Deep Purple " When A Blind Man Crie " Jan Gillan (canto) e Steve Morse (chitarra)......magnifici!




martedì 21 ottobre 2008

Khalil Gibran


Una bella Poesia di Khalil Gibran


Sull'Amicizia ...Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta
di ascoltare il suo cuore:
nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso
con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che
l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti
e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno,
ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo
nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

sabato 11 ottobre 2008

Se...........




Se...

Se Tu mi amassi come io Ti amo
anche d'inverno maturerebbe il grano

Se al mio alito la Tua pelle donassi
salirei sulla luna con solo due passi

Se poi mi guardassi anche solo un minuto
mi sentirei felice di essere vissuto

L'amore  è cosa molto strana
Ti mette in ginocchio a chi meno Ti ama

Ti sogno ogni notte mia grande illusione
Ti sfioro i capelli con grande passione

adamus

giovedì 9 ottobre 2008

che tremarella


Questa mattina mi sono sottoposto ad un esame molto invasivo (colonscopia), avevo una paura tremenda, sia dell'esito che dell'esame (entrano con una sonda con telecamera nell'ano e esplorano tutto l'intestino circa 7 metri pompando aria ) , preparazione all'esame nei 3 giorni precedenti sono, dieta senza frutta e verdura, pane e pasta , poi il giorno prima dell'esame un solo pasto leggero alle ore 12.00, poi alle 15,00, 4/5 litri di purgante da bere entro le 19,00.

Ho passato un pomeriggio da incubo, seguito da una notte insonne e niente cibo fino alle ore 10,00 di stamane dopo l'esame. L'esame mi è stato fatto da una Gastroenterologa molto brava, coadiuvata da 2 collaboratrici gentilissime, hanno fatto di tutto per mettermi a mio agio (vedendomi agitatino), poi un blando sedativo in vena e via ad esplorare...............non ci crederete? è stato meno peggio di quello che immaginavo, una ventina di minuti con un disturbo sopportabilissimo e la Dottoressa che mi spiegava tutto quello che vedeva, tranquillizandomi continuamente!

Ok, tutto a posto, intestino perfetto! io mi ero già fasciato la testa, pensando a gravi malattie, invece i miei disturbi sono provocati da stress, dicono che l'intestino è il secondo cervello e sente tutti i nostri disagi e pensieri cattivi! N.B. ho pagato 220 € , con il servizio sanitario, dovevo attendere fino al 18 novembre, ed io avevo una paura folle!

domenica 28 settembre 2008

Forza Maddy,devi farcela


Cari Amici, ho appreso questa mattina, che una Nostra Amica di blogger , Maddy Delfino è in ospedale e sta combattendo contro un brutto male, Vi invito a visitare il Suo blog per porgergli gli auguri, nel blog, la Sua Amica Gabry, provvederà a fargli pervenire i saluti, grazie a tutti! il link di Maddy è questo... http://vivereperraccontarla.myblog.it/
Dobbiamo essere in tanti, non lasciamola sola!

mercoledì 24 settembre 2008

Altro premio per Me!


Guardate che bel premio ho ricevuto da MariaRosa, la ringrazio pubblicamente e Vi invito a visitare il Suo bellissimo Blog http://puntocrocebiz.blogspot.com/


martedì 23 settembre 2008

Io, alla Turin Marathon 95

Questo Signore qui sotto, sono io nella Turin Marathon edizione 1995, al 40esimo km., nella foto in basso taglio il traguardo al 42,195 km. bei tempi!

Un racconto dei miei allenamenti
Quando mi allenavo al mattino, nel parco naturale " La Mandria "
Ancora addormentato,con la mente offuscata,varco la soglia del parco, il cane della cascina accanto mi segue con lo sguardo sonnecchiante e mi abbaia dubbioso, un'anziana signora sorridendo mi saluta, rispondo stancamente con un cenno del capo e m'incammino nella stradina che si snoda davanti a me. L'aria frizzante e ricca di odori agresti mi avvolge invitante, la mia falcata diventa più veloce, per penetrare il più presto possibile in questa stupenda natura, le foglie appiccicate sulla pagina azzurra del cielo, colmano il mio orizzonte, le stradine immerse in canti di uccelli, guidano la mia ombra saltellante,lo scroscio del torrente, seguito da un'erta salita immersa nel verde, mi alleggeriscono la mente,il ritmo del mio respiro aumenta, la fronte si inumidisce,il mio cuore batte più forte, forse compensando battiti di passioni non celebrate, per un attimo mi rattristo, pensando ad errori commessi, ma l'affanno della corsa cancella tutto. Proseguo in'oltrandomi nella stradina ora in pianura e chiusa ai lati da maestose quercie,per giungere all'inizio di una discesa di asfalto nero lucente, dove mi lancio a capofitto accompagnato dal rullare dei miei passi che muoiono sulla strada, mi ritrovo sul rettilineo infinito, dove scorgo il salice dalla punta secca, che pare toccare il cielo,svolto verso l'uscita del parco,sudato ansimante, ma incredibilmente felice, supero il cancello di qualche metro , mi volto indietro stupito del rinnovarsi costante di questo miracolo.

adamus

Da come avrete capito, amo molto la corsa.......Sono un ex Maratoneta,la Maratona è una corsa di km.42,195 durissima e molto selettiva,quando le gambe sono a pezzi ed i muscoli sfiancati, si prosegue con la forza di volontà, per arrivare al traguardo, è una corsa, dove tutti i partecipanti, provenienti da tutte le parti del mondo,sono tuoi fratelli è come se li avessi sempre conosciuti, il mio passato in questa durissima disciplina sportiva, mi ha lasciato molti valori umani, una grande forza di volontà nel perseguire gli obiettivi prefissati e molto rispetto per gli altri, anche se avversari!!

domenica 21 settembre 2008

Francesco Guccini


Cantautore schietto e graffiante, autore di testi dall'indiscusso valore letterario che gli sono anche valsi il Premio Montale, Francesco Guccini è uno dei capisaldi della canzone d'autore "made in Italy". Il suo canzoniere ha mantenuto una ferrea coerenza "antagonista" lungo quarant'anni di storia italiana, spaziando da riflessioni autobiografiche a invettive politiche. Un mondo di versi e di suoni, in cui, tra un bicchiere di vino e un eskimo logoro ci si ritrova a viaggiare tra la via Emilia e il West... Emmanuele Margiotta
Francesco Guccini, nasce il 14 giugno 1940 a Modena, città con cui non ha mai legato fino in fondo, il vate dei cantautori italiani ha trascorso i primi anni di vita a Pavana, sull'Appennino pistoiese. La madre, Ester Prandi, è costretta a rifugiarsi nella casa dei nonni paterni causa l'inizio del secondo conflitto mondiale e la conseguente partenza, come soldato, del padre Ferruccio. Dopo la guerra Francesco Guccini torna a Modena insieme alla famiglia e finite le scuole lavora come giornalista per la Gazzetta di Modena. Nel 1961 si trasferisce a Bologna e si iscrive all'università, dove nasce il mito dell'eterno studente: completa gli esami, ma non si laurea (nella canzone "Addio" Guccini canta, parafrasando Socrate, "io, Francesco Guccini, eterno studente / perché la materia di studio sarebbe infinita / e soprattutto perché so di non sapere niente"). La carriera musicale di Guccini comincia alla fine degli anni '50, quando entra a far parte di gruppi rock. Nel 1961 scrive la sua prima canzone ("L'antisociale") e l'anno dopo scopre Bob Dylan. Negli anni '60 si fa conoscere soprattutto come autore ("Auschwitz" per l'Equipe 84 e "Dio è morto" per i Nomadi, di Augusto Daolio) ed è vittima di una censura all'italiana: "Dio è morto", canzone di profonda spiritualità - trasmessa persino da Radio Vaticana - viene censurata dalla RAI, perchè considerata blasfema.
Nel 1967 pubblica il suo primo disco, "Folk Beat n. 1", con brani oggi considerati grandi classici come "Noi non ci saremo", "Statale 17" e "In morte di S.F. (Canzone per un'amica)". Come
Fabrizio De André, anche Francesco Guccini non si è mai lasciato imporre i ritmi dall'industria discografica ma ha sempre inciso se ne aveva voglia e quando sentiva di avere realmente qualcosa da dire. Tappe fondamentali della sua musica possono essere considerati "Radici" del 1972 (con quello che è un po' il suo inno: "La locomotiva", ballata anarchica ispirata a una storia vera del 1893), "Via Paolo Fabbri 43" del 1976 (il cui titolo altro non è che l'indirizzo bolognese di Guccini e con "Piccola storia ignobile", un brano dedicato alle polemiche sull'aborto), "Fra la Via Emilia e il West" del 1984 (registrazione del concerto del 21 Giugno 1984 in Piazza Maggiore a Bologna, la miglior antologia possibile dei primi vent'anni musicali di Guccini), "Signora Bovary" del 1987 (con canzoni dedicate al padre – "Van Loon" - e alla figlia Teresa – "Culodritto" - forse l'album di Guccini in cui c'è più attenzione per la musica, per una volta non solo sfondo per i testi) e l'amaro e malinconico "Quello che non..." del 1990 (con una splendida canzone d'amore – "Canzone delle domande consuete" - e la bellissima e triste "Cencio", dedicata a un amico della Bocciofila di Modena). Guccini ama considerarsi un appartenente alla famiglia dei cantastorie dai quali ha ereditato una tecnica raffinata nella costruzione dei versi delle sue canzoni, unica nel suo genere. Politico è il suo modo di raccontare le cose e di poetare, strettamente legato ad una forma dubitativa espressa attraverso una velata ironia, che è una delle sue caratteristiche più interessanti. Non è un caso che Guccini venga studiato nelle scuole come esempio di "poeta" contemporaneo e che gli sia stato conferito nel 1992 il Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale per la sezione "Versi in Musica". Francesco Guccini è anche scrittore: ha esordito nel 1989 con "Croniche Epafaniche", racconto dell'infanzia pavanese, seguito nel 1993 da "Vacca d'un cane", sull'adolescenza a Modena e gli inizi musicali. Nel 1997 poi, insieme a Loriano Macchiavelli, si è cimentato nel giallo, con il romanzo "Macaronì", seguito nel 1998 da un altro giallo scritto ancora con Macchiavelli: "Un disco dei Platters". In mezzo a tutto questo, si trovano anche un curioso dizionario Italiano-Pavanese e la biografia "Un altro giorno è andato". Del 2003 è il libro "Cittanòva blues".



Don Chisciotte - Francesco Guccini


Cirano - Francesco Guccini



Il vecchio e il bambino - Francesco Guccini

venerdì 19 settembre 2008

Bambino Fenomeno

La chitarra è uno strumento che conosco bene, Vi assicuro, è proprio il Bimbo che suona! fantasico!!

mercoledì 17 settembre 2008

epica

EPICA "Cry For The Moon" questo è un gruppo molto interessante, che ne dite?

martedì 16 settembre 2008

Ciao Richard!



Ciao Richard! la Tua musica resterà sempre con Noi, grazie!
Il tastierista dei Pink Floyd Richard Wright, uno dei fondatori del leggendario gruppo rock, è morto oggi di cancro dopo una breve malattia, all'età di 65 anni. Wright, assieme al chitarrista Roger Waters ed al batterista Nick Mason, aveva fondato la band che divenne Pink Floyd negli anni Sessanta, quando erano ancora studenti. I Pink Floyd divennero poi uno dei nomi più importanti del rock.
Wright fu coautore di cinque canzoni dell'Lp "Dark Side of the Moon", che uscito nel 1973 è stato per 14 anni tra i 200 album della classifica di Billboard, diventando uno dei dischi più venduti di tutti i tempi.
Quanti bei ricordi!!!!

domenica 14 settembre 2008

curiosità musicali






Sapevate che il bellissimo brano del film Ghost, appartiene ai Platters, un gruppo musicale degli anni 50/60, ovviamente rivisitato , Vi propongo la versione originale! Le canzoni belle, non invecchiano mai!!!



Unchained melody - The Platters

lunedì 8 settembre 2008

I.C.I. o "Service Tax" questo e il problema




Sui quotidiani di ieri sono apparse le dichiarazione del capo del Governo, in cui rassicura gli Italiani...... l'I.C.I. sulla prima casa, non verrà reintrodotta, addirittura il Ministro Calderoli afferma........Piuttosto che reintrodurre l'Ici mi brucio davanti al Quirinale! e aggiunge........ L'autonomia finanziaria di entrata degli enti locali verrà dalla 'service tax'".


Allora, io mi chiedo? se al posto dell'I.C.I. viene introdotta una nuova tassa sui servizi. Quindi, per i possessori di casa non cambierà nulla, verseranno cifra analoga alla "service tax" per chi non possiede casa e paga un affitto, si troverà una tassa aggiuntiva?


n.b. Tengo a precisare.... i Comuni per distribuire servizi ai Cittadini non possono assolutamente rinunciare all'introito dell'I.C.I. o di qualsiasi altra tassa sostitutiva.


Ci terrei che queste cose fossero chiarite, non siamo più in campagna elettorale, il chiarimento è d'obbligo! o NO?

domenica 7 settembre 2008

altri 2 premi


Caspita!! 2 premi per me!!!!!
Dunque, si tratta del premio di qualità di Punto d'Arte della Vita, creato per onorare e riconoscere il lavoro di bloggers, i cui blogs motivano la "terapia dell'Arte".Ci sono ovviamente delle regole da seguire:
.....Grazie Iggy http://fatobislacco.blogspot.com/ e grazie Paola http://mondodipaola.blogspot.com/ invito tutti a visitare i loro blog molto interessanti e Vi illustro le regole :1)Indicare da chi si è ricevuto.2)Dire perché si è deciso di creare il blog.3)Dire qual è la propria arte preferita.4)Onorare altri 13 blogs amici, scusate ci penserò domani!




1) Ricevuto da Paola e Higgy. 2)ho creato il blog per condivedere i miei pensieri con Voi. 2) Mi piace scrivere Poesie ma non mi ritengo un Poeta. 4) 13 blogs? dove li trovo?